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Io, madre di un disabile, con la 104 a rischio per colpa del lettore di Green Pass

La surreale vicenda di una donna monrealese, mamma di 3 disabili: non può accedere agli uffici INPS di via Laurana, per il lettore il Green Pass non è valido nonostante il tampone fatto il giorno prima

MONREALE – “Il sistema del Green Pass funziona così male che sta rischiando di crearci una serie di problemi gravissimi, o di farci rinunciare ai nostri diritti”. Lo sfogo inviato al nostro giornale proviene da D. S., mamma monrealese di tre ragazzi disabili. Già impegnata nell’assistenza quotidiana ai suoi figli, la signora si trova a doversi scontrare con la burocrazia italiana, complicata ulteriormente dalle nuove norme e restrizioni introdotte dalla pandemia, quali quelle relative al Green Pass.

“Ieri mattina, 25 gennaio, avevo appuntamento presso l’ufficio dell’INPS di via Francesco Laurana, a Palermo. Mio figlio doveva sostenere la visita per l’handicap, necessaria ad accertare la permanenza dei requisiti sanitari previsti dalla legge 104 – racconta la signora -. Il pomeriggio del giorno prima mi ero recata presso un centro d’analisi monrealese per sottoporre mio figlio e me stessa, quale caregiver, a tampone. Condizione necessaria per avere il Green Pass ed accedere agli uffici Inps.

Ho ricevuto l’attestazione dell’esito negativo del test, e poco dopo mi è arrivato l’AUTHCODE che mi ha permesso di aggiornare il Green pass, con validità 48 ore.

Ieri mattina quindi mi sono presentata in via Laurana con 2 ore di anticipo rispetto all’orario dell’appuntamento, fissato per le 11,30. Con mio grande stupore, l’addetto alla security non mi ha consentito l’accesso. Il Green Pass, esaminato con il suo lettore, non risultava valido, né il mio né quello di mio figlio. Non avevo quindi alcuna possibilità di accedere agli uffici”.

Il racconto della signora si fa accorato. “Saltare quell’appuntamento avrebbe significato fare venir meno i diritti che la legge 104 garantisce a mio figlio, come la pensione ma soprattuto l’accompagnamento. Una situazione inaccettabile. Ho chiamato quindi il centro analisi che mi ha assicurato della correttezza della procedura e quindi della validità del mio Green Pass. Ma da parte della security non ho ricevuto alcuna comprensione. Anzi sono state fatte allusioni sulla presunta falsità del pass”.

La signora non si è però data per vinta. Non poteva accettare quella che le era subito sembrata un’ingiustizia, dovuta certamente ad una falla del sistema. 

“A questo punto mi sono rivolta al 112. Ho chiesto ai Carabinieri di intervenire, ma mi  è stato detto che non potevano occuparsene. Ho chiesto loro di parlare con il sorvegliante. E, in viva voce, in mezzo al capannello di persone in attesa per strada, l’agente ha convinto il vigilante a chiamare un funzionario dell’istituto. Solo allora – circa due ore dopo l’inizio di questa triste e surreale vicenda – il dipendente dell’INPS ha provato con il suo lettore a validare i nostri Green Pass. Stavolta l’esito è stato positivo. Il Green Pass risultava in corso di validità. Con un particolare alquanto strano. Dal lettore del funzionario appariva come se i Green Pass fossero stati conseguiti a seguito di vaccinazione booster (quando io ho fatto solo la prima) e non per il tampone del giorno precedente”.

Al termine di questa brutta vicenda la signora è riuscita ad incontrarsi con la commissione esaminatrice, così da avere rinnovata la 104 per il figlio.

“Ma rimane l’assurdità del fatto. Solo la mia caparbietà mi ha consentito che a mio figlio venisse riconosciuto il diritto a quanto previsto dalla legge 104. Chissà quante altre persone hanno invece fatto marcia indietro a causa di questa disfunzione del sistema. È mai possibile che dobbiamo rinunciare ai nostri diritti, e soprattutto che debbano farlo persone fragili, solo perché la burocrazia invece di snellire le procedure li ingolfa?”

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