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Monreale, evita di notte un cane e finisce contro un muro, cita il comune per danni: “Non garantisce la lotta al randagismo”

Il comune: "Tenuti a prevenire il randagismo e non a eliminarlo, che il cane attraversi la strada fatto normale"

MONREALE – Per evitare l’impatto con un cane randagio si era andato a schiantare con la propria automobile contro un muro, per poi carambolare su una autovettura parcheggiata, riportando ingenti danni. È questo il racconto di A. G., l’uomo che adesso chiede al comune di Monreale il risarcimento per i danni subiti: 11.300 €. 

Il fatto è avvenuto a giugno 2020, di notte. Intorno alle 03,50, secondo la versione del protagonista dell’incidente, a bordo della propria autovettura in via Regione Siciliana, prima di girare per la SP69, si era visto tagliare la strada dal cane che, dalla sua destra, attraversava improvvisamente la carreggiata in direzione di via Manfredi. L’uomo aveva perso il controllo del mezzo per evitare il cane randagio ed era finito contro il muro e poi su una macchina parcheggiata.

Secondo il legale dell’uomo, l’avv. Daniele Fazio, la responsabilità di quanto avvenuto sarebbe del comune, tenuto a garantire la “prevenzione del randagismo”, tramite accalappiamento, evitando la circolazione dell’animale, a salvaguardia della pubblica incolumità.

In una prima fase il legale aveva presentato una richiesta di negoziazione, rifiutata dal comune, che ha ritenuto come la stessa non presentasse i caratteri di certezza, liquidità ed esigibilità.

L’ente aveva precedentemente richiesto all’avv. Fazio documentazione a supporto della pretesa risarcitoria, compresa la quantificazione del danno, senza ricevere alcun riscontro.

Il 14 febbraio 2022 si terrà il procedimento dinanzi al Tribunale di Palermo. 

Secondo il comune, il ricorrente potrebbe avere diritto al risarcimento solamente se riuscisse a dimostrare che, nei giorni precedenti all’incidente, il Comune aveva ricevuto segnalazioni in merito alla presenza di cani randagi e che non si era attivato. Allora ci potrebbe essere un nesso eziologico tra il comportamento dell’amministrazione comunale, tenuta alla lotta al randagismo, e l’evento dannoso. Invece agli atti del comune di Monreale non risulterebbe alcuna segnalazione di presenza di cani randagi sul luogo teatro del sinistro.

Inoltre, secondo la legge regionale n. 15/2000, sugli enti locali ricade l’obbligo di tutelare i cani randagi e di “prevenire il randagismo”, e non quello di reprimere o eliminare il fenomeno del randagismo, non è previsto alcun obbligo in capo al comune di provvedere al controllo puntuale e capillare di tutto il proprio territorio, che nel caso in specie è pari a 530,18 Kmq.

Il comune ha quindi deciso di opporsi alla richiesta risarcitoria, e darà l’incarico ad un legale. La possibile presenza di un animale che attraversi la carreggiata – si legge nelle motivazioni -, tanto più in una strada periferica, è un fenomeno puramente naturale, e il conducente di un mezzo deve tenerlo in conto, adottando le dovute misure cautelari e prudenziali. 

Insolitamente in questo incidente, di particolare gravità – rilevano al comune -, non è stato chiesto l’intervento da parte degli organi di polizia, anche ai fini dell’accertamento del sinistro. Ed ancora risulta strano come il mezzo parcheggiato coinvolto nel sinistro, un BMW 320, non abbia presentato richieste risarcitorie al Comune di Monreale, che non è stato chiamato in causa, per accertamento di eventuali responsabilità, da nessuna compagnia assicuratrice che, si suppone, sia stata tenuta a pagare i danni prodotti al mezzo parcheggiato.

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