Il sindaco di Roccamena lancia l’allarme, tampone dell’USCA negativo su soggetti in isolamento, ma ripetuto privatamente risulta positivo

Intanto ieri a Roccamena il funerale di un uomo non vaccinato morto all'ospedale Covid di Partinico, ma i familiari negano che la causa sia il covid

ROCCAMENA – Si legge molta preoccupazione nella voce del sindaco del comune di Roccamena, Pippo Palmeri. Nell’ultimo mese c’è stato un aumento vertiginoso dei casi di positività al covid 19 tra i suoi concittadini. Alla diffusione del contagio non avrebbero contribuito le festività natalizie, che anzi si sono svolte sotto tono. L’elevato numero di contagi si era registrato già prima di Natale, tanto da spingere il primo cittadino ad emettere una serie di restrizioni, tra le quali la chiusura delle scuole già dal 10 dicembre. Anche il parroco aveva sbarrato le porte dell’unica chiesa, trasmettendo in streaming la messa di Natale.

Oggi i positivi ufficialmente si sono ridotti a 38. La notizia, apparentemente incoraggiante, ha convinto poco il primo cittadino. 

Ieri i sanitari dell’USCA avevano sottoposto 14 soggetti in isolamento fiduciario al tampone di controllo. Solo per 3 di loro è stata confermata la positività, mentre l’esito per gli altri 11 è stato negativo. Un dato che ha insospettito il sindaco, che ha chiesto a due di questi ultimi di sottoporsi ad un nuovo tampone rapido. In entrambi casi il verdetto è stato ribaltato. Erano positivi.

Una notizia allarmante, che ha spinto Palmeri ad informarne la stazione dei carabinieri del paese e il medico di base. Il sospetto è che il test dell’USCA abbia fornito dei falsi negativi, lasciando così persone in realtà positive libere di circolare, e di contagiare.

“Ho cercato anche di contattare gli uffici dell’ASP di Corleone e di Palermo, ma senza ottenere alcuna risposta”.

Intanto ieri a Roccamena si è tenuto il funerale di un soggetto deceduto all’ospedale di Partinico, convertito in centro covid. Secondo i familiari il covid non sarebbe responsabile della morte dell’uomo, un 69enne che non si era vaccinato, e che si trovava ricoverato nel nosocomio partinicese da circa un mese. La salma è stata consegnata ai familiari chiusa nella bara.

Il funerale si è tenuto in chiesa, dove è stato consentito l’accesso solo ai familiari più intimi. Al termine della funzione religiosa si è proceduto alla sanificazione della chiesa.

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