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Gullo (ARCI): “La leggerezza con cui si parla di DAD è sconfortante, la politica poco attenta alla scuola siciliana”

Manca il tempo pieno, posti nido limitati, questo sistema scolastico danneggia famiglie e studenti, quando dalla scuola dipende la crescita individuale di studenti e di intere comunità

PALERMO – “Da oggi sappiamo per certo che i nostri bambini e le nostre bambine potranno frequentare liberamente bar, ristoranti, parchi giochi, ludoteche, chiese; ballare sui gonfiabili, partecipare a compleanni, prime comunioni, cresime e matrimoni, ma non potranno mettere piede a scuola”.

Tommaso Gullo è Presidente dell’Arci Palermo, ma è anche papà di due bambine in età scolare. E come tanti altri genitori vive – ed è costretto a subire – lo stato in cui versa la scuola italiana.

“In tutto il resto della nazione e dell’Europa, le campanelle sono suonate da giorni ma in molti comuni dell’isola pare che questo sia particolarmente complicato e agli studenti di ogni ordine e grado è stata letteralmente vietata la possibilità di frequentare i propri istituti. Tutto questo senza una strategia volta a garantire un rientro in sicurezza, nessuna azione di screening prevista, nessuna sensibilizzazione alla vaccinazione, nessuno straccio di comunicazione sugli obiettivi di questa pausa.

Scontro istituzionale, leggerezza nel ricorso alla DAD, ingiustizia sociale, e la poca attenzione della politica alla scuola siciliana

Da contorno un imbarazzante scontro istituzionale che ha dell’incredibile, ministri contro presidenti di regione, sindaci contro assessorati, presidi contro sindaci e Tribunali Amministrativi in fervente attività per annullare  ordinanze illegittime”.

Per Tommaso Gullo, che con l’ARCI da anni si occupa di promozione sociale (in passato è stato presidente della sezione monrealese), una grossa fetta di responsabilità della situazione che i nostri studenti stanno vivendo è della politica.

“In effetti la scarsa attenzione della politica per la scuola siciliana è nota e sotto gli occhi di tutti, basti vedere la bassissima percentuale degli istituti pubblici siciliani a prevedere il tempo pieno; a Monreale nessuno, posti nido limitati e la scuola dell’infanzia termina dalle 12:30 alle 13:00 – sfido chiunque a trovare un solo posto di lavoro per il quale possano essere utili questi orari -, non è un caso, infatti, che il tasso di disoccupazione femminile dell’isola sia altissimo e fa specie che proprio in questo panorama sociale si stia consumando tale tragedia a danno di famiglie e studenti”.

Dalla scuola  la crescita individuale degli studenti e di intere comunità, la validità dell’una arricchisce l’altra e innesca percorsi di giustizia sociale, parità di genere e sviluppo economico e culturale

E poi c’è il ricorso alla DAD.

“La leggerezza con cui si parla di DAD è sconfortante, soprattutto per le scuole primarie e secondarie di primo grado (ex medie), il mezzo, per quanto utile in casi di emergenza, vincola i familiari a supportare gli studenti durante la lezione e rischia di non raggiungere tutti, basti pensare a quelle famiglie che non hanno dispositivi a sufficienza o una connessione internet, e di queste, per i motivi più disparati, ce ne sono tante. 

La nostra terra, più di tante altre, ha necessità della scuola. Una scuola aperta, funzionale, stimolante, efficace e ricca; dalla scuola comincia la crescita individuale degli studenti ma anche di intere comunità, le due cose sono strettamente collegate; la validità dell’una arricchisce l’altra e innesca tutti i percorsi necessari di giustizia sociale, parità di genere e sviluppo economico e culturale”.

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