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Partinico, 413 famiglie non pagano l’acqua, l’AMAP invia solleciti e minaccia interruzione dell’erogazione idrica

A Partinico acqua non pagata per € 1.342.330, AMAP manda gli avvisi e minaccia di chiudere i rubinetti

PARTINICOSono ben 413 gli “avvisi bonari” inviati ad altrettanti utenti privati dall’AMAP, per sollecitare il saldo delle fatture arretrate. Si tratta di debiti accumulati per importi a partire da 2.000 euro.

AMAP ha avviato una iniziativa di “recupero crediti” su larga scala su tutti gli utenti dei comuni dove fornisce il servizio idrico. L’intenzione dell’azienda è di recuperare somme non pagate dagli utenti per poco più 51 milioni di euro negli ultimi anni.

Di questi, € 1.342.328,66 fa riferimento al debito maturato da 413 utenti partinicesi. Si tratta di un debito medio di circa 3.250 €, al quale l’AMAP non vuole rinunciare.

“In questa fase – spiega l’Amministratore Unico Alessandro Di Martino – invitiamo questi utenti a regolarizzare la propria posizione, eventualmente anche ricorrendo alla rateizzazione del debito ed evitando così che si arrivi alla sospensione dell’erogazione e ad ulteriori costi legali e di mora”.

La procedura adottata dall’AMAP per il recupero delle somme prevede infatti, in linea con quanto stabilito dall’ARERA (l’Autorità di Regolazione per l’Energia le Reti e l’Ambiente), tre distinte fasi: la prima è quella appunto degli avvisi bonari con i quali si forniscono ai cittadini tutte le informazioni per saldare il proprio debito, eventualmente anche a rate, evitando interruzioni del servizio ed azioni legali; nel caso i cittadini non rispondano a questo primo sollecito saldando il debito o concordando un piano di rateizzazione, l’azienda procederà all’invio di una ulteriore comunicazione formale di messa in mora e preavviso di riduzione o sospensione del servizio; qualora anche questo passaggio rimanesse senza esito, l’azienda provvederà ad avviare le procedure di interruzione dell’erogazione idrica, nonché le azioni legali per il recupero del credito.

“Il fenomeno della morosità e dell’evasione – spiega ancora Di Martino – ha un impatto negativo sull’azienda che ovviamente ne risente in termini di capacità di spesa immediata, oltre che di aggravio di lavoro per tutti i propri settori coinvolti, sia commerciali sia tecnici, nel caso si arrivi al distacco delle forniture”.

Sempre nel rispetto delle procedure previste dall’ARERA, l’azienda offre ai cittadini la possibilità di mettersi in regola subito, anche con pagamenti telematici, o di ricorrere alla rateizzazione, la cui durata varia da 12 a 36 mesi in base all’importo. La rateizzazione delle bollette non comporta l’addebito di alcun costo o spesa aggiuntiva, ma il solo addebito degli interessi, calcolati sulla base di quelli di riferimento fissati dalla BCE.

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