Così come tutte le regioni italiane, anche la Sicilia ha un repertorio di giochi tradizionali e giochi con le carte, talvolta simili o affini a quelli del resto d’Italia, talvolta tipici dell’isola.
I giochi di carte sono diffusi in tutto il mondo e oggi è possibile giocare anche online, sui siti di casinò, che propongono giochi di carte tradizionali, poker e slot che riproducono in toto quelle tipiche del casinò, ad esempio dando la possibilità di fare jackpot: per esempio, PokerStars Casinò propone diversi jackpot esclusivi su slot famose come Tomb of RA, Diamonds Stars, Aztec Explorer e Stickyfruits.
Le carte da gioco siciliane, di provenienza araba, sono state introdotte in Sicilia intorno al XIV secolo attraverso la Spagna. Il mazzo di carte siciliano, composto da 40 carte (10 per seme), ha delle analogie con le carte tipiche dei Mamelucchi: i semi sono simili (bastoni da polo, spade, coppe e danari) e anche le figure a cavallo rimandano alle figure su asino delle carte della cultura araba.
I giochi di carte della tradizione, solitamente, si giocavano in casa durante le feste oppure in locali adibiti, come i dopolavoro. Tra questi, troviamo il sette e mezzo, conosciuto da nord a sud dello Stivale e popolare anche in Sicilia: il gioco consiste nell’avvicinarsi il più possibile al punteggio di sette e mezzo, ma senza “sballare”, ovvero superare il punteggio massimo.
In comune con tutta Italia c’è anche la briscola: il mazziere distribuisce tre carte a testa ai giocatori e mettendo una carta coperta sul tavolo, il seme di briscola, l’ultima carta da pescare. Vince chi arriva almeno a 61 punti.
Accanto a questi, ci sono giochi tipicamente isolani, a cominciare dal nome. “Cucù” si basa sul passaggio di carte tra giocatori, a cominciare dal mazziere: l’obiettivo è cercare di raggiungere il punteggio più alto e di passare agli avversari l’asso. Il Re blocca il giro e i Cavalli escludono i giocatori.
Il “Ti Vitti” prevede che i giocatori piazzino sulla “pila” le proprie carte, col fine di esaurire il proprio mazzo. Ma se uno ha da piazzare una carta e non lo fa, gli altri giocatori possono apostrofarlo con un “Ti Vitti”, “Ti ho visto”.
Cavadduzzu è un altro gioco tipico, una sorta di corsa fatta con le carte. Sul tavolo vengono posti 4 cavalli: i giocatori possono puntare su uno di questi. Il mazziere tiene le carte e i cavalli dei giocatori avanzano di posizione a seconda del seme pescato.
Giochi tradizionali siciliani: come ci si divertiva un tempo
Il digitale e i social hanno rappresentato una rivoluzione nella cultura, nella mentalità e anche nella socialità, molto differente rispetto a solo vent’anni fa, figuriamoci rispetto a tempi in cui anche la televisione era un lusso per pochi. I giochi di un tempo non prevedevano l’uso di una console o di un pc, ma si giocavano in strada: non fa eccezione la Sicilia, che ha il suo bel patrimonio di giochi tradizionali.
Tipicamente siciliana, ma simile a giochi delle altre regioni italiane, è il gioco della strummula, la trottola: si trattava semplicemente di far girare più a lungo possibile ‘a strummula tra due linee tracciate sul terreno con un gessetto o un legno. Chi perdeva, doveva subire le “pizziate”, colpi dati con il chiodo delle altre trottole che non di rado distruggevano la trottola del giocatore perdente.

‘A mazza era invece una sorta di baseball molto spartano, che si giocava con due bastoni di legno, uno più grande e uno piccolo. Con il pezzo di legno più grande, il giocatore doveva colpire la punta del bastone più piccolo per farlo sollevare da terra: il passo successivo era colpire il legnetto proprio come fosse una palla da baseball e provare a lanciarlo il più lontano possibile.
Una sorta di cavallina era invece “Acchianna u patri con tutti i so’ figghi: un giocatore si appoggiava al muro e tutti gli altri dovevano saltargli alle spalle. Il gioco si concludeva quando il giocatore appoggiato al muro non riusciva più a sostenere il peso degli altri compagni.
I giochi erano tanti, tra gioco del fazzoletto e gioco della campana, un patrimonio culturale vastissimo e fondamentale per l’identità; d’altro canto, sebbene oggi il modo di giocare sia cambiato, lo scopo del gioco è sempre lo stesso: svagarsi, divertirsi e costruire relazioni sociali. Così è dalla notte dei tempi, e così sarà per sempre.