MONREALE – “Siamo sotto una pressione micidiale, non riusciamo a stare dietro al crescente numero di segnalazioni che ci giungono dai pazienti positivi o dalle numerose persone che hanno avuto contatti stretti con positivi”.
Il dottore Pietro Bruno trova un breve momento di pausa per rispondere alle mie domande. Anche ieri (anzi stamattina) ha spento il computer dopo oltre la mezzanotte. 24 ore non bastano più, né a lui né ai suoi colleghi, per smaltire la mole di lavoro che è aumentata in modo esponenziale negli ultimi giorni I pranzi di Natale hanno fatto incrementare considerevolmente i contagi, e il telefono di tutti i medici di base squilla in continuazione da parte di pazienti che hanno avuto contatti con positivi. Alcuni medici hanno abolito la chat che avevano creato con i loro assistiti per velocizzare le comunicazioni.
“A Monreale mi ritrovo ad avere una sessantina tra positivi e contatti stretti. Stiamo attraversando una fase molto difficile, con numeri altissimi. Una situazione assai insidiosa più in termini di diffusione e trasmissione del virus che per le sue conseguenze cliniche. Difatti, ad oggi non ho quadri clinici importanti o meritevoli di ospedalizzazione. Certamente merito del fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini ha ricevuto almeno 2 dosi di vaccino”.
I medici di base lamentano di essere con l’acqua alla gola, di lavorare in condizioni di estrema difficoltà. “Dobbiamo gestire una vasta platea di persone che sono a casa ma che non riusciamo a sentire tutti i giorni. Dobbiamo limitarci ai casi più delicati e fragili”.
“Come medici di famigli siamo preoccupati per il carico di lavoro cui siamo sottoposti e che non riusciremo a fronteggiare con serenità dovendo mantenere anche un’attività di ambulatorio. L’attività di segnalazione ci obbliga a stare attaccati al computer e ad utilizzare la piattaforma dell’ASP che, per fortuna, sta funzionando bene”.
A Monreale il dato ufficiale parla di 79 contagi, un numero raddoppiato in pochi giorni, ma che potrebbe essere molto distante dal dato reale. Si registrano infatti molti casi asintomatici di persone che hanno scoperto di essere positivi al virus solo perché si sono sottoposti al test dopo il classico pranzo di Natale con il parente che ha poi scoperto di essere positivo. Sono soprattutto i bambini ad essere quasi del tutto asintomatici.
E poi ci sono molte persone che non possono andare a lavorare. Seppur asintomatiche sono bloccate a casa, con tanto di certificato di malattia, perché hanno avuto un contatto stretto con un positivo. Se hanno ricevuto la terza dose di vaccino devono rimanere in quarantena sette giorni per poi sottoporsi a tampone. Un sistema che rischia di inceppare il sistema produttivo nazionale.
Oggi si attende la decisione del governo, che potrebbe rivedere la normativa. “Speriamo che portino la quarantena a 4 giorni. Altrimenti sarà un disastro”.
Siamo vicini alla festa di Capodanno. “Ma per noi non sarà un’occasione di riposo. Cercheremo di mantenere un canale aperto, anche solo telefonico, con i pazienti a casa che potranno avere maggiore bisogno”.
Monreale, crescono i contagi, 79 il dato ufficiale, ma il timore è che siano molti di più