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Buche aperte al Carmine, protestano i cittadini che temono rallentamenti del cantiere

Pupella: "Lavori mai interrotti, verranno consegnati entro i termini previsti"

MONREALE – “Ormai la situazione è insostenibile. Viviamo tra gli scavi, il fango, nell’impossibilità di entrare con le macchine. Via Kennedy viene ormai percorsa anche contro senso. E adesso i lavori sono stati interrotti”.

I residenti nel quartiere Carmine hanno accettato sin dall’inizio  di buon grado il disagio dovuto all’importante cantiere che darà un volto nuovo all’area storica del comune di Monreale. Da novembre 2020 la polvere è entrata nelle loro case, i gas di scarico li costringevano a tenere chiuse le finestre, anche in estate, mentre i rumori dei mezzi pesanti rendevano impossibile riposare, studiare.

Adesso si chiedono per quale motivo i lavori (così dichiarano) siano stati interrotti, mentre si trovano costretti a camminare tra pozzetti aperti, non messi in sicurezza, e con la via Soldano rimasta a lungo sfossata.

“Non sappiamo da dove fare passare le automobili, se qualcuno dovesse ammalarsi e dovesse essere necessario l’intervento dell’ambulanza non sapremmo come fare”, spiega un residente.

E questa mattina siamo andati a vedere assieme a loro in che condizioni sono ridotte alcune delle loro strade.

Subito salta all’occhio un problema che – purtroppo – il Carmine condivide con molte altre zone della città, quello dell’abbandono dei rifiuti. Molti angoli e vicoli ciechi sono pieni di spazzatura.

I rifiuti lasciati sui bordi stradali sono fra i più vari: il “semplice” sacchetto della spazzatura, i cartoni del latte, il legno fradicio e addirittura un materasso.

Nel bordo stradale di una delle strade più trafficate del Carmine, dove affacciano anche le porte di varie abitazioni, sono stati abbandonati alcuni cassetti e ingombranti di vario genere.

Questi rifiuti speciali lasciati lì rappresentano un vero e proprio pericolo per le automobili che transitano lungo la strada. Gli ingombranti restringono ulteriormente una carreggiata già di per sé stretta.

“Da giorni non vediamo gli operai che dovrebbero riqualificare il nostro quartiere – dichiara un cittadino – sono venuti soltanto ieri per ripristinare un tratto di strada in via Soldano scarificato qualche tempo prima, che non permetteva il transito delle macchine, rendendo impossibile la viabilità.

Nonostante il discreto lavoro, gli operai hanno lasciato le vie Civiletti e Carmine a metà, non coprendo una serie di buche pericolosissime”.

In effetti, le profonde fessure rappresentano un pericolo sia per le macchine, che per i passanti. È stato segnalato che alcune macchine sono rimaste intrappolate con le ruote dentro queste buche, causando ingenti danni alle carrozzerie.

“È impensabile – dice un altro cittadino – che in questa strada i lavori siano ancora in corso nonostante siano iniziati 12 mesi fa, chiediamo sempre informazioni agli operai, ma nessuno dice niente”.

Moltissimi abitanti della zona fanno molta fatica ad accedere ai loro appartamenti per via della situazione. E già si parla della creazione di un comitato che tuteli i diritti e il benessere dei cittadini, se qualcosa nei prossimi giorni non inizierà a muoversi.

“Non c’è stata alcuna interruzione dei lavori – afferma l’assessore Geppino Pupella a Filo Diretto -.Il maltempo ha reso impossibile per alcuni giorni l’intervento degli operai nel cantiere, ma già ieri hanno ripreso ad asfaltare il tratto di via Soldano interessato dallo scavo”.

“Non so chi abbia messo in giro la falsa notizia della sospensione dei lavori”, spiega l’assessore, che ci conferma come diversi residenti della zona l’abbiano fermato per strada per chiedere lumi.

“Il cantiere prosegue come previsto, e verranno rispettati i tempi previsti nell’appalto”. È anche interesse della ditta rispettare le scadenze, spiega Pupella, dato che, in caso di ritardi, verrebbe incontro a delle penalità.

Sulla presenza dei tombini aperti l’assessore spiega che è obbligo della ditta tenerli in sicurezza. “Al momento non possono essere chiusi, si aspetta il rifacimento del manto stradale per tenerli in linea con l’asfalto, ma è chiaro che devono essere recintati e segnalati secondo quanto previsto dalle norme sulla sicurezza che il cantiere deve rispettare”.

“Ci rendiamo conto del grave disagio che i cittadini stanno subendo, ed è per questo che abbiamo chiesto alla ditta di accelerare, per quanto possibile, gli interventi, così da terminare prima possibile”.

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