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Palermo, negli ultimi due anni 6 comuni sciolti per mafia; Salvino Caputo: “Dato allarmante”

"È necessario affrontare con coraggio ed autorevolezza anche il delicato settore delle misure di prevenzione in Italia"

“Con il commissariamento del Comune di Bolognetta e la proroga del commissariamento del Comune e di Partinico, salgono a sei le amministrazioni comunali nella sola provincia di Palermo sciolte dal Ministro dell’Interno per infiltrazioni e condizionamenti da parte della Criminalità organizzata”.- così commenta Salvino Caputo responsabile per forza Italia del Dipartimento regionale per le attività produttive che insieme a Valeria Grasso, responsabile per il settore legalità di Forza Italia sta predisponendo un disegno di legge da inviare alla Deputazione nazionale per rivedere la attuale legislazione in tema di scioglimento dei comuni.

“Si tratta di in fenomeno allarmante – continua – che impone una rivisitazione legislativa delle norme che regolano lo scioglimento di Enti locali. Nella sola provincia di Palermo, in appena 24 mesi sono Stati commissariati i Comuni di Torretta, Partinico, San Giuseppe , San Cipirello, Bolognetta e Mezzoiuso – hanno precisato Caputo e Grasso – e certamente siamo di fronte ad un fenomeno in preoccupante evoluzione”.

“Intere comunità per almeno 18 mesi restano privi di una amministrazione e gestito da una terna di Commissari che normalmente curano la ordinaria amministrazione. Nella consapevolezze che queste misure sono necessarie per interrompere ogni forma di condizionamento, non si può fare a meno di osservare che con la attuale normativa basta una semplice relazione di polizia giudiziaria o della Prefettura per sancire la cessazione della vita amministrativa di intere comunità”.

“Nel pieno rispetto della legge e della lotta alla criminalità, non vi è dubbio che la attuale legge necessita di modifiche organiche, che impongano una più severa valutazione dei presupposti per decretare lo scioglimento di un Comune. Abbiamo tutto visto come è finita con molte confische Antimafia, poi revocate, dopo che il patrimonio delle aziende era stato depauperato dagli amministratori giudiziari, con danni irreparabili per i titolari delle aziende. È necessario – concludono Caputo e Grasso” – affrontare con coraggio ed autorevolezza anche il delicato settore delle misure di prevenzione in Italia”.

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