Chi è Marco Monastra, nuovo dirigente del Veneziano-Novelli (L’INTERVISTA)

“Se mi trovo a dirigere l’istituto Veneziano-Novelli è per una mia scelta ben precisa”

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MONREALE“Se mi trovo a dirigere l’istituto Veneziano-Novelli è per una mia scelta ben precisa”. Marco Monastra, palermitano, 45 anni, dal primo settembre è subentrato alla professoressa Beatrice Moneti andata in pensione. 

Laureato all’Accademia delle Belle Arti, ha insegnato discipline pittoriche all’ex Istituto d’Arte di Monreale. Successivamente è stato insegnante di sostegno, prima all’istituto Luigi Capuana di Palermo e, negli ultimi anni, al Liceo Basile D’Aleo, dove è stato primo collaboratore. Al suo primo incarico da dirigente scolastico, si trova a gestire un istituto di circa 1200 studenti e 140 docenti.

D: Perché ha scelto di lasciare l’insegnamento a favore della dirigenza? Cosa cerca in questo nuovo ruolo?

R: È un modo diverso di fornire un contributo alla comunità scolastica e alla città. Si tratta di un passaggio maturato nel tempo. Ho sempre associato alla docenza ore ulteriori dedicate all’organizzazione del lavoro scolastico. Mi piaceva molto lavorare in sinergia con gli altri colleghi, per attività interdisciplinari, su progetti extracurricolari. La scuola ha bisogno dei docenti ma anche, non avendo una linea intermedia, di persone che coadiuvano il dirigente e che facciano da collante tra le varie aree di questa struttura complessa.

D: Sul dirigente scolastico negli anni sono state caricate sempre più responsabilità. Rimane sufficiente tempo per pensare alla didattica?

R: È un punto focale, importante. Con l’autonomia è aumentato il carico di lavoro amministrativo per il dirigente scolastico. Siamo una pubblica amministrazione che non è dotata di quei ruoli e di quelle figure intermedie ben definite che permetterebbero al dirigente di delegare in modo più efficace. 

Gli organi collegiali sono fondamentali per le scelte della vita della scuola. Il mio compito è di fornire un indirizzo, un possibile percorso, di essere una guida attenta, guardando e dialogando con il territorio, per capire quali sono le necessità, è fondamentale che le scelte siano condivise. Quanto più sono ampiamente condivise tanto più dispiegheranno la loro efficacia.

Marco Monastra – Dirigente dell’I. C. Veneziano-Novelli

D: Quali sono i punti di forza dell’istituto comprensivo Veneziano Novelli?

R: Ci vuole almeno un anno per cominciare a conoscere bene un istituto. Sicuramente la mia scelta tra gli istituti disponibili è caduta sull’ICS Veneziano-Novelli perché ne ho apprezzato l’offerta formativa diversificata. Ha puntato all’innovazione tramite il corso di informatica, che oggi è fondamentale nell’offrire quelle competenze necessarie in ogni ambito della comunicazione. Ma anche il corso musicale è molto richiesto, e presenta un filo conduttore tra Novelli e Veneziano.

La fusione degli istituti Novelli e Veneziano ha consentito di creare un curricolo verticale, così da creare una continuità nelle scelte educative e didattiche dei diversi ordini e gradi di istruzione.

Inoltre è stato presentato un progetto di finanziamento per il potenziamento della rete cablata e della rete LAN, ed abbiamo avviato un progetto del PNSD (Progetto nazionale scuola digitale) per la robotica. 

D: Manterrà lo staff dell’ex dirigente o si appresta a modificarlo? 

R: Quest’anno ci sono stati alcuni pensionamenti e trasferimenti che hanno riguardato anche il personale e dello staff. Mi sono confrontato con il dirigente uscente. In linea di massima ho confermato l’organigramma ereditato, anche dopo avere conosciuto personalmente i docenti.

D: Tutto il personale è dotato di Green pass?

R: Abbiamo fornito al personale un’informativa dettagliata spiegando quali sono gli obblighi alla luce della normativa vigente sul possesso e sull’esibizione del Green pass. Mi sono occupato personalmente della formazione dei collaboratori scolastici sul funzionamento dell’applicazione Covid.

D: Se dovessero essere applicate delle restrizioni in termini di spaziamento tra alunni, i 2 istituti saranno pronti a garantire la didattica in presenza per tutti?

R: Esiste già un protocollo di sicurezza. In questi giorni studierò le planimetrie dei locali, da una prima proiezione non dovremmo avere problemi.

D: Il covid ha rivoluzionato il modo di lavorare in molti ambienti lavorativi che si affidano sempre di più alle tecnologie e alla distanza. Nella scuola però la relazione docente-allievo, ma anche tra gli allievi, è alla base del processo di crescita degli studenti. Cambierà anche il mondo della scuola e della didattica nell’era post covid?

R: L’obiettivo, come spiegato dal piano scuola 2021/2022, è la scuola in presenza. I docenti hanno bisogno di vedersi, di programmare stando insieme. La presenza, nel processo di insegnamento/apprendimento, è fondamentale. Come per il mondo del lavoro, anche per la scuola sono stati due anni difficilissimi. Però voglio vedere il bicchiere mezzo pieno. Questo periodo ha spinto in avanti la formazione e l’autoformazione del personale, ha visto un impegno importante da parte della scuola e un forte senso di responsabilità da parte dei docenti. Si è creato un sistema di condivisione delle competenze tra insegnanti che ha permesso ad alcuni di loro di colmare il gap che avevano sulle competenze informatiche. La prospettiva è di tornare alla didattica in presenza ma di fare tesoro di questa esperienza. Il ministero ha definito le linee guida dela DDI (Didattica Digitale Integrata), il cui regolamento è stato inserito nel PTOF. Abbiamo l’opportunità di integrare la didattica in presenza con la didattica digitale che è stata sperimentata in questi anni.

D: Qual è stato il primo messaggio che ha voluto dare ai suoi docenti?

R: Ho detto loro che credo nel processo di insegnamento/apprendimento che ponga al centro l’alunno. I singoli attori della comunità scolastica, docenti, personale ATA, famiglie, hanno tutti un ruolo fondamentale e devono operare in sinergia per un buon funzionamento del sistema scolastico. Che risulterà più efficace tanto più vi sarà una condivisione delle scelte educative e didattiche adottate.

D: Ed invece, quale messaggio vuole rivolgere agli alunni?

R: L’augurio è che quest’anno si possa ripartire in presenza, così da poterci riappropriare dei nostri spazi e di quelle attività che sono state messe da parte. Ma sempre nel solco della prudenza.

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