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Roccamena, salgono a 10 i contagi, salve le prime comunioni e la messa si terrà in piazza

Contagi anche nel centro di accoglienza per rifugiati, prime comunioni in piazza suddivisa in aree distanziate per nuclei familiari

ROCCAMENA – È di 10 persone contagiate dal covid 19 il bilancio parziale registrato nel comune di Roccamena alla luce dei risultati dello screening molecolare condotto dall’USCA. Si tratta di un bambino e di due adulti, tutti extracomunitari, ospiti dello SPRAR, la struttura di accoglienza per rifugiati e profughi, e di altre sette persone del paese. Tra queste un anziano ricoverato all’ospedale Civico, ma che non versa in gravi condizioni. In tutti i casi si tratta di persone contagiate dal coronavirus ma del tutto asintomatiche o che presentano lievi sintomi.

Nel piccolo comune della provincia di Palermo, che conta circa 1.000 abitanti, ieri sera si è tenuto un incontro tra il sindaco Giuseppe Palmeri, il comandante dei Carabinieri, il responsabile della Polizia Municipale e il parroco. 

Un incontro convocato urgentemente, perché domani 8 bambini riceveranno la prima comunione. Il timore è che eventuali assembramenti in chiesa o i festeggiamenti nelle sale ricevimento possano trasformarsi in occasioni di contagio.

“Abbiamo trovato una soluzione per non vietare questo momento di gioia per i bambini, per i loro nonni e per le famiglie”, spiega a Filo Diretto il sindaco Giuseppe Palmeri, che è rientrato anticipatamente dalle ferie per gestire la situazione così da evitare l’insorgere di una vera e propria emergenza.

La messa si terrà nella pubblica piazza, dove per l’occasione verrà porzionata in aree dove accogliere i singoli gruppi familiari. La messa verrà celebrata sul palco. Mentre sulla piazza potranno assistere nuclei familiari per un massimo di 15 soggetti ciascuno, distanziati opportunamente tra di loro. “Tutti saranno dotati di Green pass, e le forze dell’ordine verificheranno il rispetto delle restrizioni applicate”, spiega Palmeri.

Il timore è che gli assembramenti si possano verificare successivamente, durante i festeggiamenti. “Non è una problematica che possiamo affrontare noi, come comune – continua il sindaco -. Nelle sale ricevimenti verranno applicate le normative stabilite a livello nazionale”.

Intanto sui social i cittadini si interrogano per scoprire l’origine del contagio.

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