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Monreale, cessione del servizio idrico all’Amap, Forza Italia si mette di traverso

"Quali oneri tariffari comporta il passaggio all’AMAP? Già esose le bollette pagate dagli utenti"

MONREALE  Tutto rimandato. L’approvazione in consiglio comunale del trasferimento del servizio di gestione idrico all’AMAP ieri non è stata votata. Su richiesta delle opposizioni il punto all’ordine del giorno è stato ritirato.

“Troppi dubbi. Troppe incertezze. Troppa fretta di cedere all’azienda municipale del servizio idrico di Palermo le risorse idriche del comune di Monreale. Sono scelte che non si possono fare in maniera superficiale, solo per la patologia comunicativa. Ecco perché sia in Commissione che in Consiglio comunale abbiamo espresso le nostre perplessità e l’amministrazione ha preferito ritirare l’atto deliberativo”.

Mimmo Vittorino e Silvio Terzo, consiglieri comunali di Forza Italia, hanno fortemente osteggiato la decisione presa dall’amministrazione comunale di trasferite il servizio idrico del comune di Monreale all’AMAP. 

Un trasferimento comunque previsto da una legge, la 152 del 2006, che stabilisce come i servizi idrici debbano essere organizzati sulla base di ambiti territoriali ottimali (ATO) definiti dalle regioni.

Regioni che devono individuare l’ente che dovrà gestire i servizi all’interno dell’ATO, che nel caso della provincia di Palermo è l’AMAP (società a capitale interamente pubblico), della quale gli enti locali divengono azionisti.

I consiglieri d’opposizione però hanno preferito prendere tempo al fine di sviluppare meglio la questione.

“Si tratta di decisioni straordinarie, che investono il futuro di Monreale e che pertanto devono essere valutate con grande attenzione e con un ampio dibattito che deve coinvolgere i cittadini. Monreale ha già seri problemi idrici e bisogna valutare se questo trasferimento di risorse idriche va a vantaggio della vicina Palermo in danno di Monreale”.

“Poi – hanno aggiunto i consiglieri di Forza Italia – bisogna capire se questo trasferimento comporta un onere tariffario superiore rispetto alle già esose bollette che il comune invia agli utenti. Ecco perché il ritiro della delibera, al di là dei comunicati della Giunta, rappresenta una decisione necessaria che dimostra come questa amministrazione si muove in maniera superficiale e approssimativa senza salvaguardare gli interessi collettivi”.

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