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Gibilmesi, il Comitato Pioppo Comune chiede di riqualificare il territorio

Il comitato: "Sanzioni elevate per i proprietari di terreni incolti, specie quelli ricadenti nelle aree sensibili"

Il Comitato Pioppo Comune dal 2017 racconta il territorio e il servizio antincendio boschivo cercando le testimonianze di chi ha vissuto tra i nostri boschi. Tra le tante testimonianze, quella che rimase impressa al comitato fu quella di Pietro Di Giorgio, agente tecnico e memoria storica di Casaboli. Quella volta, Pietro raccontò una storia particolare e potente che riguarda un Santo.

“Parliamo di San Giovanni Gualberto – scrivono dal Comitato – protettore dei Forestali e Selvicoltori d’Italia, che fin dagli anni ‘80 sorveglia “u chiano i Gibilmesi” a Casaboli, all’interno di una piccola cappella in pietra”. Purtroppo in questi decenni la statua è stata vandalizzata per ben due volte e il tetto in legno della struttura è caduto a causa delle intemperie meteorologiche.

“L’agente tecnico ci raccontò – scrivono dal Comitato – che durante gli incendi più distruttivi degli anni ‘90, del 2007, del 2017, e noi aggiungiamo anche quello di questi giorni, che devastarono una grandissima parte di Casaboli, il fuoco si fermò proprio alle porte del boschetto di cedri che circonda il Santo. Un Santo che non c’è più ma che forse in qualche modo protegge ancora quella piccola area”.
In questi giorni, e in questi ultimi anni, vedendo il continuo avvicendarsi di atti criminali che colpiscono il nostro territorio siciliano, il comitato ha deciso di riprendere quanto lasciato in sospeso: valorizzare, abbellire e riaccendere i riflettori, davanti ad un quasi immobilismo istituzionale sulle questioni che riguardano il patrimonio boschivo.

 

“Installando il dipinto di San Giovanni Gualberto, realizzato su una lastra di legno, speriamo di attirare l’attenzione di tutti gli attori e protagonisti principali che potrebbero avere il “potere” di cambiare le sorti di questo territorio – spiegano – perché inizino davvero ad interessarsi ed occuparsi fattivamente dei nostri boschi, della Cappella di Gibilmesi, della via Valle Tajo, (che come tutti sappiamo è la via che conduce a Casaboli), della piantumazione di tanti alberi, tra cui quelli per ogni bambino nato, della forestazione ordinaria, della prevenzione seria che resta di fatto l’unico strumento di contrasto agli incendi (ripristino dei laghi artificiali attualmente dismessi, installazione e diffusione nel territorio delle colonnine idranti antincendio in soprasuolo), dell’attuazione di quanto previsto dalla legge rispetto al catasto degli incendi nel Comune”.

Il comitato inoltre, chiede di sanzionare i proprietari di terreni incolti, specie quelli ricadenti tra le aree sensibili, rischiando anche di essere impopolari, e da un giusto ed efficace sistema di videosorveglianza nelle aree più sensibili del territorio… queste potrebbero essere le cose da realizzare per la salvaguardia del territorio, per evitare di ritrovarsi ogni anno a parlare sempre delle stesse cose ma con migliaia di ettari in più andati in fumo.
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