Strage di Bologna: Piana ricorda Vito Ales, arbëresh ventenne che quel giorno perse la vita

Tra gli 85 morti anche il giovane arbëresh che passava da Bologna per motivi lavorativi

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PIANA DEGLI ALBANESI  Oggi è il 41esimo triste anniversario della strage di Bologna. Quel giorno persero la
vita 85 persone e vi furono duecento feriti. L’ordigno, che si trovava dentro la sala di attesa della stazione ferroviaria di Bologna, venne attivato alle 10:25. L’esplosione provocò persino la distruzione degli uffici del primo piano e del ristorante. Morirono anche due tassisti fermi davanti all’entrata della stazione. Immediatamente scattarono i soccorsi. Gente normale cominciò a scavare tra le macerie a mani nude assieme ai vigili del fuoco. Le ambulanze giunsero a sirene spiegate. Gli infermieri che avevano terminato il loro turno vennero richiamati negli ospedali. Sembrava uno scenario di guerra. L’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, arrivò a Bologna per dare conforto ai soccorritori e alle famiglie disperate che speravano di ritrovare i loro cari dispersi. Nel processo per la strage tra gli imputati erano stati chiamati Francesca Mambro e Valerio Fioravantj il famoso bambino attore detto “Giusva” che aveva recitato anche con Edwige Fenech. Mambro e Fioravanti facevano entrambi parte dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) un’organizzazione terroristica di estrema destra. I due ammettono tutti gli omicidi compiuti come NAR ma si dichiarano estranei alle accuse che li vedevano come gli esecutori materiali della strage. Lucio Gelli, personaggio oscuro e capo della loggia massonica P2, venne condannato per aver tentato di depistare le indagini dichiarando che, probabilmente, l’esplosione era stata provocata da una caldaia nei sotterranei della stazione. Dopo tutti i processi di appello Fioravanti e Mambro sono cittadini liberi rispettivamente dal 2009 e 2013. Oggi nessun colpevole sta pagando per gli 85 morti. Secondo gli investigatori la strage di Bologna rappresentava uno degli ultimi atti della strategia della tensione dopo l’attentato di Brescia, dell’Italicus e di Piazza Fontana. Tra i morti della strage vi fu anche un ragazzo ventenne di Piana degli Albanesi, Vito Ales. Il
giovane arbëresh passava da Bologna per motivi lavorativi. Quindi, per tutta la comunità di Piana degli Albanesi il 2 agosto è un giorno dedicato al ricordo di Vito Ales, innocente che pagò con la vita gli effetti delle trame di oscuri disegni terroristici. Per la memoria di Vito e delle altre 84 vittime è doveroso scoprire la verità e per questo occorre riaprire le indagini senza tralasciare nessuna ipotesi.

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