Il fatto non sussiste, l’on. Mario Caputo prosciolto dall’accusa di truffa elettorale

“Ho subito 16 giorni di privazione della libertà personale, ricordo come alle 05,51 i carabinieri irruppero nelle nostre case”

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TERMINI IMERESE – L’onorevole Mario Caputo è stato prosciolto dall’accusa di attentato ai diritti politici dei cittadini. 

Caputo, assieme al fratello Salvino e a più di 80 imputati erano stati coinvolti in una inchiesta su un presunto voto di scambio in occasione delle consultazioni regionali del 2017.

Tutte le ipotesi di reato di truffa elettorale sono cadute. Con la formula del “Fatto non sussiste” il GIP, la dott.ssa Valeria Gioeli del Tribunale di Termini Imerese, ha prosciolto gli imputati.

I due fratelli monrealesi, nel 2018, erano già finiti per 16 giorni agli arresti domiciliari in seguito all’accusa di avere attentato ai diritti politici dei cittadini.

In pratica secondo l’accusa, in occasione delle elezioni regionali del 2017, avrebbero ingannato gli elettori presentando Mario Caputo (candidato all’interno della lista “Noi con Salvini”) con la postilla «detto Salvino», facendo credere che il candidato non fosse Mario, bensì Salvino, più noto in quanto ex sindaco di Monreale ed ex parlamentare regionale.

Successivamente, il 20 aprile 2018 il Tribunale del Riesame aveva revocato la misura degli arresti domiciliari.

L’avv. Nicola Nocera

Mario Caputo è stato difeso dagli avvocati Nicola Nocera e Raffaele Bonsignore. “Adesso – dichiara l’avvocato Nocera – faremo valere le nostre ragioni nelle competenti sedi per l’ingiusta privazione della libertà personale che l’on. Caputo ha subito”.

“Sono estremamente felice per questa sentenza che giunge in una fase del percorso processuale che mi consentirà di non vivere l’angoscia del dibattimento – dichiara Caputo a caldo -. Un’accusa completamente estranea alla mia persona, al mio modo di vivere. Non avrei mai truffato nessuno, soprattutto in una consultazione elettorale”.

Mario Caputo ha voluto ringraziare la famiglia, gli amici e i colleghi che gli sono stati vicini in un momento difficile. “Ho subito 16 giorni di privazione della libertà personale, ricordo come alle 05,51 i carabinieri irruppero nelle nostre case”.

Caputo ha sempre dichiarato la sua fiducia sulla magistratura.

La sentenza non è definitiva. Entro 15 giorni dalla pubblicazione della sentenza la Procura potrebbe presentare ricorso in appello.

 

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