“Investire sulla ristorazione oggi è semplicemente una follia”

"Gli aiuti statali sono stati sufficienti solamente a pagare le tasse e alcune bollette"

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Il 2020 per la ristorazione è stato un annus horribilis. Il settore è stato uno dei più colpiti dalla pandemia registrando perdite che superano il 40% del fatturato. Inoltre, più di ventimila imprese operanti nella ristorazione hanno chiuso i battenti. Alcuni ristoranti e pizzerie hanno cercato di “sopravvivere” all’ondata di crisi tramite la consegna a domicilio o l’asporto. Mentre altri ancora hanno deciso di spegnere temporaneamente i fornelli per ripartire solo quando le decisioni sulle riaperture sarebbero state, quasi, definitive. 

Ho incontrato Angelo Argento titolare dell’osteria “Le Volte” di Piana degli Albanesi per fargli alcune domande sul come la sua attività abbia affrontato i duri mesi della pandemia.

Cos’è cambiato con la pandemia?

Con la pandemia sono cambiate molte cose sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista lavorativo. 

I clienti sono molto più attenti alle norme relative ai distanziamenti e al numero massimo dei posti per i ristoranti.

E dal punto di vista lavorativo?

Dal punto di vista lavorativo è cambiata completamente l’atmosfera che si respira all’interno di un ristorante, in quanto i clienti non interagiscono più fra di loro come capitava prima in un ristorante piccolo come il nostro, e questo è un aspetto triste più che negativo.

Secondo voi cosa bisogna fare per far sentire sicuro il cliente?

Per far sentire al sicuro il cliente bisognerebbe che ogni ristoratore rispettasse tutti i limiti imposti dai vari DPCM, anche se a volte troppo stringenti, è l’unico modo per far tornare i clienti a vivere la ristorazione come facevano prima, tutelando la salute di ognuno.

Durante i mesi di chiusura gli aiuti statali sono stati sufficienti a coprire i costi fissi?

I cosiddetti aiuti statali sono stati sufficienti solamente a pagare le tasse e alcune bollette, non si possono lasciare intere famiglie che vivono solo di questo senza alcun tipo di sostegno reale per provvedere ai bisogni minimi.

Cosa si aspetta il prossimo inverno?

Per il prossimo inverno spero solamente che non si ritorni ai “balletti” di aperture e chiusure, ma che si prendano decisioni serie e sul lungo periodo.

Quant’è difficile investire, oggi, nella ristorazione?

Investire sulla ristorazione oggi è semplicemente una follia.

Troppe tasse, costi dei servizi (elettrici, gas e bancari) altissimi. Insomma, chi investe oggi in un settore come il nostro lo fa solamente per passione.

Com’è nato il progetto dell’osteria “Le Volte”?

Osteria Le Volte nasce dall’idea di tre ragazzi, Angelo, Francesca e Valeria, nel voler scommettere sul loro paese Piana degli Albanesi. 

Perché proprio un’osteria?

Era la proposta gastronomica che mancava.

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