Monreale, “nido d’amore” in pieno centro

Un materasso adagiato a pochi passi da via della Repubblica, alcuni cartoni per garantire intimità

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MONREALE – A prima vista sarebbe potuto sembrare un giaciglio di fortuna allestito da un senza tetto. Ed invece si tratta di un “nido d’amore”, creato a Monreale, in pieno centro, ma che di romantico ha ben poco.

“Con precisione quello che succeda ormai quasi ogni sera, a volte di notte, non lo sappiamo, non siamo andati a guardare, ma ci sono pochi dubbi a giudicare da quello che sentiamo”, spiega un residente, piuttosto infastidito dai chiari segnali che i suoi bambini potrebbero ascoltare.

“È diventato un luogo di ritrovo per le coppiette, vediamo che si appartano ragazzi, alcuni anche di 15/16 anni, la sera. Li sentiamo chiaramente”, spiega un altro.

“È un nido d’amore, non fanno niente di male”, replica invece un giovane.

Quello che è stato definito un “nido d’amore” si trova in un piccolo vicolo, proprio all’inizio di via della Repubblica, arteria centrale di Monreale. In una piccola rientranza, a pochi metri dai negozi, è stato creato un piccolo rifugio, da giovani innamorati. 

Un’alcova, con tanto di materasso, ma in un luogo sporco, tra sacchi di rifiuti. Dei cartoni sono stati appesi per tenere lontani gli sguardi indiscreti, per garantirsi intimità.

“Sono ragazzi che si approcciano alle loro prime esperienze sessuali, è comprensibile, non mi scandalizza, ma è molto triste il contesto in cui ciò avviene. Le condizioni igieniche sono inesistenti”.

“È vergognoso, la sera siamo costretti ad ascoltare i loro gemiti”.

“Vediamo degli adolescenti frequentare il posto, cosa fanno i loro genitori?”

I residenti si dividono su posizioni differenti. Ci sono quelli infastiditi, che vedono solamente una forte mancanza di rispetto da parte di questi giovani, dai quali pretenderebbero un comportamento più adeguato al luogo frequentato da persone di tutte le età, e quelli più comprensivi, se non addirittura dispiaciuti che dei giovani si approccino all’amore in questo modo, alquanto triste, costretti a nascondersi tra cartoni e rifiuti.

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