Coprifuoco, bar, ristoranti: sul tavolo del governo le nuove regole

Il governo pensa di spostare il coprifuoco a mezzanotte da lunedì 17. Potrebbe essere abolito del tutto a giugno. Wedding in ripresa dal 15 giugno

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Quarantena, consumazioni al bar ma soprattutto coprifuoco. Su queste regole il governo discuterà nella cabina di regia prevista per domani o mercoledì, in vista delle modifiche al decreto legge in vigore dal 26 aprile scorso. Il premier Mario Draghi ha affermato di “voler riaprire in sicurezza, rinnovando l’invito ai turisti stranieri a prenotare le vacanze in Italia.

Se questo venerdì i dati della curva epidemiologica confermeranno una costante “discesa”, a partire dal 15 maggio cadrà la quarantena obbligatoria di 5 giorni per chi rientrerà in Italia da Paesi Ue, Regno Unito e Israele. A partire dal 17 maggio invece, potrebbe slittare di due ore il coprifuoco posticipandolo a mezzanotte.

Coprifuoco

Il nuovo percorso per le riaperture anticipate punta ad eliminare del tutto il divieto di circolazione a partire dal 21 giugno. Questo potrà permettere di rendere più elastiche le misure all’interno dei locali pubblici, con l’obbligo di mantenere il distanziamento e indossare la mascherina. Il premier Draghi, come ben sappiamo, ha fretta di rimettere in moto l’economia anche grazie alla campagna vaccinale permettendo così ai turisti di potere fare ingresso più facilmente nel nostro Paese.

Anche il ministro degli esteri, Luigi Di Maio, sta lavorando ad un accordo in sede europea con i Paesi del G7 per incentivare l’arrivo in Italia dei giovani vacanzieri. Ma sarà il premier Draghi a decidere se riaprire “immediatamente” tutto oppure in maniera “graduale”.

La cabina di regia

“Modificare i criteri di valutazione per rimanere in zona gialla”. E’ questa la richiesta delle Regioni che vorrebbero dare minor peso all’indice di trasmissibilità Rt. Un’ipotesi più concreta e immediata è quella di lasciare invariate le soglie e agevolare le regioni a rischio che possiedono un maggior numero di vaccinati. Se questo criterio sarà approvato già venerdì tutta Italia potrebbe essere in zona gialla.

Quarantena

Di certo gli stranieri non verranno in Italia per porsi in isolamento. Per questo i ministri Di Maio e Speranza hanno già trovato una soluzione per abolire questa norma. Dal 15 maggio per chi approderà in Italia da paesi europei, Regno Unito e Israele, non dovrà sottoporsi alla quarantena obbligatoria di 15 giorni.

Per poter circolare liberamente invece, basterà possedere un certificato che attesti di essere vaccinati o di aver effettuato nelle ultime 48 ore un tampone con esito negativo. L’abolizione dell’obbligo di quarantena potrebbe estendersi a tutti gli altri Stati a partire dal 15 giugno. Questi Stati però dovranno avere un’alta percentuale di “immunizzati”.

Consumazioni nei locali del bar

Il decreto del 26 aprile, prevede che i bar e i ristoranti possano accogliere i clienti, seduti al tavolo, ma soltanto all’aperto. Sono molti i bar e ristoranti che non possiedono spazi per allestire tavoli e sedie all’aperto e sono gli unici ad essere penalizzati. C’è però una fessura di speranza anche per loro perché a partire dal primo giugno si potrà stare nei locali al chiuso, ma sempre seduti al tavolo: però questo rimane un controsenso per chi possiede bar dove non è previsto che si possa rimanere all’interno per una consumazione in piedi.

L’asporto di cibo e bevande ultimamente ha scoraggiato i clienti non agevolando la vera ripartenza di queste attività. Per questo a partire dal 1° giugno o anche prima si pensa di consentire l’ingresso libero nei locali mantenendo sempre le regole di distanziamento di almeno un metro e indossando la mascherina quando non si mangia e beve. Ma girando un po’ per le zone gialle, c’è chi tiene la mascherina abbassata anche quando non sta consumando, chiacchierando tranquillamente con l’altra persona.

Quindi bisognerà vedere se durante le possibili riaperture le norme verranno rispettate. Anche perché se non accadrà ad andarci di mezzo saranno sempre le attività commerciali che poi saranno costrette a chiudere successivamente.

Riaprono le piscine all’aperto dal 15 maggio

Quello delle piscine come ben sappiamo è un altro settore in grande crisi. Per questo motivo il 15 maggio riapriranno le piscine all’aperto mentre, per quelle al chiuso bisognerà attendere il 1° giugno. Data cruciale che potrebbe coincidere con la riapertura delle palestre, anche se non è stato ancora stabilito un giorno certo.

L’ostacolo alla riapertura delle strutture al chiuso è il divieto di utilizzo delle docce. Questo divieto è molto condiviso dai virologi e scienziati che però si pensa di superare con ingressi limitati all’interno degli spogliatoi e l’obbligo di sanificazione dopo ogni ogni utilizzo da parte dell’atleta.

Centri commerciali

Un altro settore che sta subendo la “crisi del weekend” è quello dei centri commerciali che tutt’oggi non possono restare aperti per i fine settimana così come in tutti i giorni festivi. La cabina di regia stabilirà la data ma non è escluso che possa essere il 22 maggio.

Matrimoni, un altro settore in crisi

Gli organizzatori di eventi hanno ottenuto il via libera da parte della Conferenza delle Regioni, chiedendo al governo di autorizzare i festeggiamenti dopo il parere favorevole del Cts. Il protocollo prevede le regole già previste per i ristoranti al chiuso e non si esclude la partecipazione con il “green pass”, in caso di un numero alto di invitati.

Questa precauzione potrebbe convincere l’esecutivo ad autorizzare questo settore a partire dal 15 giugno o al massimo dal 1° luglio, quando alla fine potranno ripartire fiere e convegni, mantenendo sempre le regole di distanziamento indossando la mascherina.

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