A volte le mamme piangono di nascosto

Lavorare e essere madre per le donne italiane è spesso inconciliabile

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Si è scritto tanto sulla differenza di genere e sulle discriminazioni che ancora persistono come stereotipi ancestrali. Scrivere sui social e sui giornali è un modo per dare voce al pensiero non omologato ma plurale e divergente capace di dissacrare ciò che è falsamente radicato nei comportamenti di una società poco incline all’abbattimento delle barriere.

Si lotta per uguali diritti, per un’uguaglianza di prospettive, di risorse, di benessere.

Questa lotta in questo anno e mezzo è divenuta più ardua per tutti ma ancora più strenua per un genere che oserei definire un unicum, quello di esseri speciali che chiamiamo mamme.

 

L’età in cui la donna francese si appresta a generare il secondo figlio è la stessa in cui in Italia si comincia a pensare al primo

 

Da sempre le donne che affrontano la maternità si sono dovute scontrare con difficoltà che le hanno poste in molti casi dinanzi a un bivio. Le mamme si ritrovano a dover scegliere quando tra le braccia si ritrovano un bambino da accudire. Lavorare e essere madre per le donne italiane è spesso inconciliabile. L’età in cui la donna francese si appresta a generare il secondo figlio è la stessa in cui in Italia si comincia a pensare al primo. Pochi sostegni economici per le madri, esigui gli ausili di asili nido e di congedi parentali che possano rassicurare le neomamme che come eroine si affannano tra la ricerca di una carriera che le appaghi e il desiderio di crescere i propri figli senza la paura di dover lasciare indietro i propri desideri.

La Pandemia ha accentuato le difficoltà delle mamme, soprattutto quelle del meridione, significativamente penalizzate nel mercato del lavoro. Le mamme, a causa del carico di lavoro domestico e della cura dei figli hanno continuato a sostenere la famiglia durante i periodi di chiusura dei servizi per l’infanzia e delle scuole senza mollare mai, tra DAD, Smart working, lavoro fuori le mura domestiche, difficoltà di affidamento dei figli. Su 249 mila donne che nel corso del 2020 hanno perso il lavoro, ben 96 mila sono mamme con figli minori. Tra di loro, 4 su 5 hanno figli con meno di cinque anni.

Penalizzate da un mercato che predilige le donne senza figli, che spesso fa sottoscrivere lettere di licenziamento in caso di gravidanza, che limita la scalata verso ruoli dirigenziali. 

 

 Per le donne ogni traguardo raggiunto implica il doppio della fatica rispetto al genere maschile

 

Per le donne ogni traguardo raggiunto implica il doppio della fatica rispetto al genere maschile.

Le madri vengono licenziate prima di altre categorie o scelgono di abbandonare la carriera lavorativa perché non riescono a gestire bambini piccoli che necessitano di cure e attenzioni.

A volte le mamme piangono di nascosto perché non è semplice rimanere da sole nel nostro Paese e portare avanti con dignità la vita dei propri figli. Ancora più dura è la storia di chi ha un figlio con disabilità fisica o psichica.

Queste madri coraggio sono esempi di grande amore ma non sono eterne, il loro cruccio è il vuoto che potrebbero trovare i loro figli indifesi e privi di autonomia dopo la morte dei genitori.

Oggi è la festa delle mamme e al di là degli auguri, dei fiori o di un bacio, ogni mamma chiede che venga garantita una buona vita per i propri figli. Le istituzioni dovrebbero sostenere la maternità con fondi sociali, urge una politica efficace a sostegno della genitorialità.

 

Le istituzioni dovrebbero sostenere la maternità con fondi sociali, urge una politica efficace a sostegno della genitorialità.

 

Se vogliamo un mondo migliore ogni nostra scelta non può prescindere dalla libertà.

La donna non può procrastinare la scelta di autonomia e di maternità perché la società ancora nel 2021 non la supporta con l’ausilio di sostegni economici e sociali.

In ogni paese così come sono nate diverse associazioni per la tutela del patrimonio culturale si potrebbe pensare ad associazioni di volontariato o cooperative sociali (ludoteche e asili nido) che garantiscano la libera scelta della maternità alle donne del  nuovo millennio.

Un augurio a tutte le mamme e a chi pur non avendo generato un figlio sa donare amore a chi è ritenuto figlio nonostante un DNA differente.

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