L’omicidio del Capitano Emanuele Basile e l’importanza della “memoria”

La memoria come conquista collettiva, solo così i nomi non resteranno vacui ma sarà loro reso il giusto merito ed onore

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25 aprile Festa della Liberazione, 30 aprile uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, 1 maggio strage di Portella della Ginestra, 4 maggio uccisione del Capitano Emanuele Basile, l’elenco potrebbe continuare con una miriade di nomi e date che ormai ai più non indicano nulla essendo trascorsi alcuni decenni.

Occorre invece sempre ricordare e commemorare gli avvenimenti storici perché il ricordare genera cultura, conoscenza ed alimenta la riflessione.

A minare il ricordo di un fatto tragico o evento storico, come fanno i negazionisti, vedi la Shoah o la mafia, non è infatti la storia, bensì la mancanza di essa.

Senza conoscenza non c’è memoria ed in questa riflessione dello scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli sta la base del perché occorre ricordare, commemorare e divulgare, mentre per Carlo Smuraglia, Presidente emerito dell’ANPI, la memoria è conoscenza.

La scuola è il terreno ove inculcare i semi della conoscenza e della memoria. I nostri giovani non sanno nemmeno chi sono i martiri, gli eroi e gli innocenti. Per loro i nomi non rappresentano nulla se non vengono accompagnati dallo studio e dall’informazione.

Nel 1952 una legge che portava il nome dell’onorevole Scelba, come primo firmatario e che non brillava per essere un grande democratico, all’art. 9 recitava che la Repubblica è impegnata a far conoscere nelle scuole che cosa sia stata la Resistenza e cosa sia stato soprattutto il fascismo.

Mentre nel giugno del 1958 un decreto del Presidente della Repubblica istituiva nelle scuole superiori italiane l’insegnamento dell’educazione civica

Norma che è stata sempre disattesa dai vari governi e dai vari Ministri dell’Istruzione successivi.

Addirittura verrà cancellato dai programmi ministeriali dell’istruzione la materia dell’educazione civica negli anni 2000. 

Bisognerà aspettare ad agosto del 2019 con la legge n. 92 e si faccia riferimento alle linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica perché di fatto detta materia, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, diventi nuovamente obbligatoria.

Nello specifico, gli studenti, dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori, potranno approfondire lo studio della Costituzione Italiana, ma anche delle principali leggi internazionali, per poter conoscere i propri diritti e doveri. Ma saranno anche formati sull’educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio del territorio, tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

La memoria pertanto deve diventare ed essere una conquista collettiva, solo così i nomi non resteranno vacui ma sarà loro reso il giusto merito ed onore.

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