Festa del Ss. Crocifisso: “Cosa racconta la leggenda”

U Cuntu di Ninni Motisi: “U signuruzzu avìa decisu ca a Murriali vulìa stari”

Mancano tredici giorni alla celebrazione della Festa del Ss. Crocifisso a Monreale, una festa che da secoli riunisce migliaia di fedeli. Una festa che accende l’anima della cittadina normanna con tanto di folklore, rullo di tamburi, danze popolari, banda musicale e bancarelle di ogni genere a contornare le vie del paese.

“La Festa del 3 Maggio”, “la Festa del Signore”, è anche la festa di Monreale. Devozione, emozione, fede, gioia e riflessione: sono le parole che accompagnano “un cammino” che culmina nella processione di giorno tre, quando, dopo la celebrazione della Messa Solenne, ha luogo la tradizionale discesa dall’altare del Ss. Crocifisso, ad opera dei “Fratelli”, che lo adagiano sullo zoccolo della “vara”, per poi portarlo sulle spalle per le vie del paese. Un’emozione indescrivibile per i devoti che lo accompagnano lungo il suo percorso.

Quest’anno, purtroppo, come anche l’anno scorso a causa della pandemia da covid-19, non avrà luogo la processione e l’organizzazione festiva che la precede; non per questo, però, saranno annullate le funzioni liturgiche che i fedeli potranno seguire in diretta streaming e in presenza nel rispetto della normativa anticovid. (Leggi qui)

LA LEGGENDA

Le origini della festa sono legate ad una leggenda che narra che intorno al 1540 nel mare di Sicilia (nel mar Mediterraneo per intenderci) navigavano due navi: una con a bordo un equipaggio di Cristiani, provenienti precisamente da Monreale, da Boccadifalco e da Altarello di Baida; l’altra era una nave turca con a bordo un equipaggio di Musulmani.

Si racconta che i turchi avessero con loro un Crocifisso e che lo trattassero in modo irriverente. Allora, accorgendosene, i Cristiani siciliani si avvicinarono alla nave turca proponendogli un’ingente somma di danaro per avere in cambio il Crocifisso. Così, il Crocifisso approdò alla Cala di Palermo dove fu conteso fra gli uomini siciliani i quali volevano portarlo ognuno nel proprio quartiere. 

La questione fu risolta nel modo seguente: per stabilire chi dovesse avere il simulacro, quegli uomini decisero di metterlo sopra un carro trainato dai buoi: dove si sarebbe fermato il carro nonostante le percosse ai buoi, sarebbe sorta una chiesa che avrebbe custodito il Crocifisso. 

I buoi si fermarono più volte, prima ad Altarello, poi percossi ripresero il cammino fermandosi a Boccadifalco e poi ancora percossi proseguirono fino a Monreale, dove si fermarono definitivamente. Sorse così, secondo la leggenda, la Chiesa della Collegiata, proprio nel luogo in cui si fermò il carro. “U signuruzzu avìa decisu ca a Murriali vulìa stari”- Ninni Motisi.

 

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