“L’incarico all’avv. Meli? Professionista competente che ha lavorato 2 anni gratuitamente per il comune”

Arcidiacono: "Ci manca un ufficio legale, non possiamo indire concorsi, ho scelto una persona di fiducia, come previsto"

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MONREALEPer quasi due anni, a partire dal giugno 2019, l’avvocato Alessia Meli ha svolto gratuitamente il ruolo di esperto in materie giuridiche per il comune di Monreale. Da ieri il sindaco Alberto Arcidiacono l’ha voluta al suo fianco riconoscendole un compenso annuo di circa 45.000 € lordi. L’incarico è per 12 mesi, ma potrà essere rinnovato fino alla scadenza del mandato del sindaco.

La scelta del primo cittadino ha sollevato un vespaio di polemiche. E non soltanto tra alcune forze politiche. La CGIL (a firma del segretario provinciale Lillo Sanfratello) ha chiesto un incontro al sindaco, ma a storcere il naso sono stati anche diversi avvocati, e tra questi alcuni di quelli iscritti all’albo comunale che da anni forniscono (alcuni anche con buoni risultati) la loro prestazione a beneficio dell’ente dietro compensi molto bassi (il 50% dei minimi tabellari).

Il primo cittadino, nel corso dell’intervista che ci ha rilasciato, ha sostenuto la sua decisione. 

D: Sindaco Arcidiacono, perché la necessità di conferire questo incarico?

R: La riforma delle pensioni, la cosiddetta quota cento, ha svuotato gli uffici di molti comuni. Monreale non ha più la dott.ssa Maria Rita Curcio né il dott. Giancarlo Li Vecchi, che avevano uno stipendio da dirigente, e che avevano competenze in materia giuridica. Ci siamo trovati sprovvisti di questa figura. Non abbiamo un ufficio legale. Non possiamo indire un concorso, pur avendo la disponibilità economica per farlo, perché il bilancio non è stato approvato da Roma.

Lo Stato però oggi consente ai comuni che per la quota cento stanno perdendo dipendenti, soprattutto a quelli che non possono fare un concorso per motivi legati al bilancio, la possibilità di prendere degli esperti. 

D: Sindaco, l’avvocato Alessia Meli nel corso delle amministrative 2019 si è candidata al consiglio comunale nella lista “La Nostra Terra”. Ottenne 110 voti ma non venne eletta. Dietro questo incarico retribuito, secondo alcuni critici, ci sarebbe un riconoscimento al sostegno dimostratole.

R: L’avvocato Meli ha svolto per due anni un servizio brillante, a titolo gratuito, per il comune. Ha vinto una serie di battaglie, tra tutte quella con la ditta Mirto, oltre ad una serie di ricorsi. L’ha fatto gratuitamente, togliendo anche tempo alla famiglia. I giornali forse quello lo dimenticano, o forse non interessa a nessuno, non fa audience. L’importo di 45.000 € lordi si riduce al netto a circa 1.700€, lo stipendio di un impiegato. E se vogliamo spalmare questi 45.000 € anche sui quasi due anni di servizio svolto gratuitamente, arriviamo ad una cifra realmente bassa”.

D: La competenza dell’avvocato Meli non è stata messa in discussione. Ma perché non andare a bando, ponendo requisiti di partecipazione importanti, così da avere la possibilità di scegliere comunque un esperto competente, ma magari ad un costo inferiore per il comune?

R: Lo Stato ha dato la possibilità di nominare degli esperti, cioè persone di fiducia del sindaco.

D: Non sarebbe stato possibile aprire questa possibilità anche nei confronti dei legali che sono inseriti nell’albo comunale, che negli anni hanno dimostrato competenza difendendo il comune in contenzioni importanti?

R: Hanno lavorato per il comune e sono stati retribuiti. Questa, ripeto, è una figura di fiducia del sindaco. Si tratta di una categoria delicata, di un ruolo importante perché devi conoscere la macchina amministrativa. La scelta è legata sia alla competenza che all’esperienza maturata gratuitamente per il comune.

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