Coronavirus, preoccupano le varianti e Draghi pensa a nuove strette: lockdown e coprifuoco anticipato

Se questa settimana saliranno i contagi ulteriormente il Dpcm 2 marzo sarà datato. La decisione dovrà essere presa entro venerdì 12 marzo

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I contagi continuano ad aumentare in tutta Italia e il governo Draghi sta pensando ad una nuova stretta per fermare le varianti annesse al covid-19. Il nuovo Dpcm firmato il 2 marzo ed entrato in vigore sabato scorso potrebbe già essere datato e così c’è bisogno di ulteriori misure.

Questa nuova stretta potrebbe arrivare già a partire da venerdì 12 marzo con regole valide a partire da lunedì 15. Potranno esserci delle nuove regole per le zone rosse, arancioni, con la possibilità anche di applicare una super zona rossa e un anticipo del coprifuoco insieme ad un lockdown totale per almeno tre settimane.

Musumeci contrario alle nuove possibili strette

Il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci, è contrario a nuove chiusure. Intervistato alla trasmissione Omnibus andata in onda su La7 ha “sperato che non ci siano nuove ulteriori retrizioni. Noi – continua – abbiamo un tessuto imprenditoriale vivace ma fragile e l’economia è stata messa in ginocchio, quindi non mi auguro chiusure. Al momento – ha sottolineato – siamo tra le regioni più virtuose. Io mi auguro solo che arrivino i vaccini per velocizzare la campagna di vaccinazione”. Abbiamo inoculato il vaccino ai sanitari, al personale e agli ospiti delle Rsa e da qualche giorno agli over 80 anche non deambulanti. Adesso – ha proseguito – stiamo lavorando per vaccinare gli insegnanti e le forze dell’ordine”.

Le opzioni sul tavolo di governo

In Italia, come in tutto il mondo, vi è un problema quello delle nuove varianti annesse al Covid-19. Secondo il ministro della Salute, Roberto Speranza, “c’è un fatto nuovo che sono le varianti, secondo l’Iss la variante inglese riesce a diffondersi con una maggiore velocità del 35-40% rispetto al ceppo originario. Almeno il 54% dei casi che riscontriamo in Italia è dovuto a questa variante e questo lo vediamo dalla curva che è risalita”. Il ministro ha già pensato a più zone rosse dalla prossima settimana: “Noi monitoreremo la curva e verificheremo quali misure siano più adeguate, io mi aspetto che le varianti abbiano un impatto e che che altre regioni vadano verso il rosso”.

Le opzioni sul tavolo del governo sono:

  • un lockdown totale con zona rossa nazionale per tre o quattro settimane;
  • una zona arancione scuro o rafforzata nazionale per un mese;
  • una zona rossa solo nel week end;
  • una zona arancione nel week end;
  • un coprifuoco anticipato alle 19 o alle 20 su tutto il territorio nazionale.

Possibile lockdown per un mese, venerdì 12 la decisione

Venerdì 12, sulla base del monitoraggio, altre regioni potranno entrare in zona rossa e a quel punto gran parte d’Italia potrà essere sottoposta a ulteriori misure di contenimento. Al termine della riunione il premier Draghi studierà insieme alla cabina di regia di maggioranza una decisione su cosa bisognerà fare per contrastare la diffusione delle nuove varianti.

L’ipotesi è quella di un rosso globale per tre settimane. Questo si verificherà perché gli istituti scolastici hanno subito chiusure durante la campagna di vaccinazione a causa di alcuni insegnanti che lamentavano gli effetti collaterali del vaccino. La super zona rossa potrebbe andare di pari passo con il piano di vaccinazione, che avrà un criterio unico per evitare “le vaccinazioni per casta”, che sarà anagrafico e alfabetico.

Il coprifuoco e la possibile zona rossa nel week end

Vi è anche un’altra ipotesi che è quella di anticipare il coprifuoco alle 19 o alle 20 e quella di portare tutta l’Italia in zona rossa nei week end. Queste al momento si trovano sul tavolo tecnico del governo. Si tratta di misure, che potrebbero aiutare a contenere un’ondata se questa davvero sarà meno virulenta di come si prospetta, ma non vi sono certezze.

Una sola cosa è certa, che anche negli altri stati europei la terza ondata si è presentata con questi dati prima di esplodere. La soglia dei quarantamila contagi al giorno è ancora lontana nei numeri dei bollettini dell’emergenza, che per ora non registrano numeri nemmeno paragonabili a quelli in cui dovrebbe scattare il lockdown totale, ma un’accelerazione improvvisa dei contagi è esattamente quello che succede quando inizia un’ondata.

Per questo motivo il governo guarderà e monitorerà con molta attenzione i numeri di questa settimana: se dovesse arrivare l’improvvisa accelerazione dei contagi bisognerà muoversi con urgenza per varare misure restrittive.

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