Il sindaco Arcidiacono difenda la natura civica della coalizione

La coalizione “civica” va ricomposta, meno spazio a trionfalismi e a sovraesposizioni mediatiche di parte

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Riceviamo e pubblichiamo

Nel momento in cui le divergenze all’interno del circolo PD di Monreale si fanno più appariscenti, quella componente una volta chiamata dei “saggi” un’altra volta dei “pensionati” e più recentemente degli “anziani” ma che si illude di essere una “diversamente giovani” che vuole concorrere ad un dibattito politico proficuo per la Città, avverte l’esigenza di chiarire che il dissenso investe il “progetto politico” che si è affermato al Congresso nel giugno-luglio 2020. 

Tralasciando quegli aspetti che attengono alla rinascita di un circolo già in profonda crisi esistenziale, per gli aspetti municipalistici il dissenso riguarda il disegno volto a snaturare la valenza civica della coalizione. 

Riteniamo infatti che il tentativo di riassorbire quelle esperienze civiche che si sono affermate nella campagna elettorale del 2019 all’interno del circolo rinato nel 2020 ed ancora di più la pretesa del riconoscimento di una rappresentatività non passata dalle urne sia una forzatura delle regole democratiche estranea alla cultura del Partito. 

Questo tentativo, per altro, non rafforza, anzi al contrario indebolisce l’azione della coalizione civica, come dimostra la vicenda del Cimitero. 

Una vicenda lacerante, affrontata in maniera improvvida ed intempestiva. 

Quella di un nuovo Cimitero infatti è una scelta che riguarda la “dimora” dei nostri defunti, che deve sfidare i secoli. Essa quindi necessitava di maggiori margini di coinvolgimento della città ed avrebbe dovuto essere fatta in un contesto temporale meno esposto al sospetto che si sia voluto approfittare della pandemia. 

Una scelta frettolosa, inopportuna e sospetta, nella misura in cui essa non soddisfa l’emergenza del sovraffollamento delle salme ed ha determinato nella coalizione squilibri che allo stato delle cose rischiano di determinare il fallimento dell’esperienza civica voluta dal Sindaco Arcidiacono l’8 luglio del 2019. 

Quello che intendiamo affermare oggi è l’autonomia del circolo rispetto alle liste civiche ed il dissenso rispetto a forme polverose di commistione di ruoli che attengono a soggetti diversi. 

Verso le componenti civiche e le Associazioni nutriamo il più vivo interesse, soprattutto nei confronti di quelle che operano in spazi politici limitrofi, ma in un quadro di reciproco rispetto e di completa autonomia operativa. 

Questa posizione non prelude ad una avversione preconcetta nei confronti della coalizione civica. Riconosciamo infatti che c’è un miglioramento nella gestione della cosa pubblica. E questo per merito dell’intera coalizione. 

Tuttavia non possiamo non lamentare nei confronti del Sindaco Arcidiacono una scarsa resistenza a difesa della natura civica della coalizione della quale egli è il garante al cospetto degli elettori. 

Una scarsa resistenza, sia nei confronti dell’invadenza del circolo PD, ma ancora di più nei confronti di quelle manifestazioni di trionfalismo e di sovraesposizione mediatica del campo avverso. 

Queste reiterate manifestazioni che provengono da esponenti politici della destra, a nostro avviso, oltre ad incidere sulla tenuta della coalizione, offuscano l’autorevolezza del Capo dell’amministrazione e le riteniamo ancora più deplorevoli per lo stampo clientelare che le ammantano. 

Il clientilismo è il nemico più subdolo della democrazia, perché perpetua nella coscienza della gente un misto di servilismo e di sudditanza nocivo e pericoloso. 

Lo sottolineiamo nel giorno in cui la proditoria uccisione dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Iacovacci richiamano alla mente i tanti caduti sul cammino teso a difendere in altri Paesi martoriati la democrazia. 

Riteniamo pertanto più tollerabile una buca in più nelle strade che le caverne scavate nella coscienza civica e democratica della gente da una cattiva e fuorviante politica. 

Ci uniamo quindi al coro di quanti auspicano la ricomposizione della coalizione, la cui frantumazione in costanza della crisi pandemica sarebbe inopportuna e dannosa. 

Riteniamo quindi necessaria per il bene della collettività una ricomposizione rispettosa della volontà degli elettori, ricondotta alla originaria natura civica, riconoscente verso i diversi apporti e confidiamo nella capacità del capo dell’amministrazione di saperla tutelare dalle deviazioni, soprattutto da quelle che più di tutte attentano alla crescita di una coscienza autenticamente democratica. 

Facciamo appello alle Associazioni ed alle liste civiche che operano nello spazio politico condiviso perché sperimentino una maggiore coesione che se indirizzata ad una maggiore incisività nell’azione tesa all’affermazione dei valori democratici ed al miglioramento della Città troverà un positivo riscontro anche in un Circolo politico rinnovato. 

*Giuseppe Leto

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