Caputo: “Una proposta di legge a sostegno delle aziende dissequestrate”

“Molte realtà imprenditoriali dopo il dissequestro rischiano il fallimento, non aumentiamo il tasso di disoccupazione”

PALERMO – Evitare che le aziende prima confiscate alla criminalità organizzata e poi dissequestrate, come spesso accade, falliscano. Con questa intenzione il deputato regionale di Forza Italia all’Ars, Mario Caputo, ha presentato un progetto di legge da proporre al Parlamento nazionale, ai sensi dell’Art.18 dello Statuto Regionale. Il progetto di legge prevede l’istituzione di un fondo di solidarietà presso il Ministero del Tesoro, in favore delle imprese confiscate alla criminalità organizzata e dissequestrate.

Scopo dell’iniziativa è quello di sostenere le aziende dissequestrate con provvedimento irrevocabile, che versano in grave situazione economica e finanziaria, tale da rischiare la chiusura definitiva dell’attività. Il fondo prevede l’erogazione di contributi in favore di soggetti che esercitano attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica. L’erogazione dei contributi a fondo perduto e non pignorabile avverrebbe tramite speciali istituti bancari. Gli stessi dovrebbero essere accreditati su conti con vincolo di destinazione. L’importo del contributo è commisurato all’effettivo danno patito dall’impresa.

“Molte realtà imprenditoriali – dichiara Caputo – anche dopo il dissequestro, faticano a mantenere operativa la propria attività. Tale situazione determina gravissime ricadute non solo per l’economia, ma anche per l’occupazione. Il pericolo infatti è che dopo il provvedimento di dissequestro, l’imprenditore chiuda l’attività, con la conseguente perdita di posti di lavoro e aumento della disoccupazione. Ciò è già stato accertato da una casistica varia. Non c’è dubbio che le misure di sequestro e confisca rappresentano un importante strumento di contrasto alla criminalità organizzata, ma è necessario sostenere le aziende dopo il dissequestro, proprio per evitare il fallimento e le conseguenze occupazionali”.

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