Abbeveratoio di via Pietro Novelli, “Riempiamo l’acqua in mezzo alla spazzatura”

A pochi metri rischio di caduta di grossi rami

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MONREALE – Dopo il monumento dedicato a Biagio Giordano, eroe partigiano monrealese, ad essere soggetto ai comportamenti incivili è stato un altro cimelio storico, risalente agli anni ’30, di epoca fascista. Si tratta dell’abbeveratoio di via Pietro Novelli, meta giornaliera di tanti cittadini che vi si recano per approvvigionarsi d’acqua.

Già altre volte abbiamo raccontato della sporcizia del luogo e dei rifiuti gettati dentro la vasca o nelle vicine aiuole. 

Oggi è possibile trovarvi dentro recipienti e bottiglie di plastica abbandonate.

Attorno, quelle poche aiuole verdi presenti sono state coperte da sacchetti dell’umido, gettati da chi probabilmente non ha voglia di osservare la raccolta differenziata, che a Monreale negli ultimi giorni ha toccato il 51%, un traguardo storico. 

Oltretutto è un schiaffo per quei volontari locali si sono impegnati a rimuovere i rifiuti gettati dentro la vasca e nelle piccole aiuole vicine. Un lavoro che appare oggi inutile, dato che nel giro di poche settimane la spazzatura torna, gettata da chi probabilmente la raccolta differenziata non sa nemmeno cosa sia. 

“Un affronto verso la storia e verso tutti gli onesti cittadini che ogni giorno vengono qui a riempire il proprio bidoncino d’acqua – si lamenta un abitante della zona, ormai stanco dei continui atti di inciviltà -. Non si può continuare così, l’assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine permette ai più incivili di farla da padroni”.

“Noi cittadini della via Pietro Novelli rinnoviamo ancora una volta all’amministrazione comunale l’invito ad installare delle telecamere di video sorveglianza, che siano accese giorno e notte per non permettere a questi incivili di sporcare un cimelio storico della nostra città”. 

“Appena dieci metri prima dell’abbeveratoio – segnala un signore mentre riempie le bottiglie – ci sono alcuni alberi poggiati su piloni e cavi volanti. I rami potrebbero rompersi da un momento all’altro, creando pericolo per le molte macchine che ogni giorno percorrono la strada”. 

“Perché poche settimane fa – si chiede una signora -, quando hanno tagliato i rami di via Regione Siciliana che ostruivano i pali della luce, non hanno pensato anche a potare questi pericolosi alberi?”  

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