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Caputo: “Quale futuro per Monreale? Il covid non sia un alibi per l’immobilismo”

"Turismo, sport, agricoltura, edilizia, politiche ambientali, quali progetti per Monreale?"

MONREALE – “Al momento di accettare con riserva l’incarico di formare il nuovo governo, il Prof. Mario Draghi ha indicato le due direttive di marcia: Lotta alla pandemia e vaccinazioni e rilancio dell’economia per sostenere la crisi delle attività produttive. Ciò a significare che il contrasto alla pandemia non può e non deve escludere o marginare le necessità di dare al Paese un impulso economico e di sviluppo. Il riferimento ai livelli istituzionali più alti dell’Italia può essere l’occasione per valutare l’attuale situazione politico amministrativa della nostra Città”.

Salvino Caputo è il responsabile regionale del settore attività produttive di Forza Italia. Nella nota inviata alla stampa pone una serie di interrogativi sul rapporto pandemia e crescita locale, lamentando che il covid “non può certamente diventare un alibi per giustificare la mancanza di un orizzonte politico e programmatico per delineare lo sviluppo del nostro territorio”.

Caputo, candidato sindaco alle scorse amministrative, fa una pesante critica all’amministrazione comunale, il cui primo cittadino viene paragonato ad un capo condomino che si occupa di ordinaria amministrazione.

“La politica deve avere la capacità di affrontare l’emergenza e al contempo di avere chiare le politiche di rilancio economico, territoriale, urbanistico, ambientale, sociale e infrastrutturale”.

“Quest’amministrazione poco dopo il suo insediamento è stata coinvolta nella gestione della pandemia con tutte le conseguenze che tutti i Comuni italiani si sono trovati a gestire, utilizzando, come tutti i Comuni italiani, le risorse erogate dallo Stato e dalle Regioni. Buoni spesa, contributi a fondo perduto per integrare la mancata riscossione di tasse e tributi e sostegni per ridurre la pressione fiscale sulle categorie produttive. Per dirlo in una parola, applicazione delle linee guida contro la pandemia. 

Monreale, a differenza di altri Comuni, anche territorialmente contigui, si è limitata a gestire l’emergenza quotidiana, rinunziando alle doverose prerogative di delineare il futuro del nostro vastissimo territorio”.

Per Caputo uno dei settori trascurati sarebbe quello dell’edilizia, “che da sempre ha contribuito al mantenimento di buoni livelli economici e occupazionali”. Un settore a Monreale “paralizzato, sia per la colpevole e dolosa disarticolazione dei nostri uffici tecnici che dallo strano silenzio sullo stato del Piano regolatore generale. Dal giorno dell’insediamento di questa amministrazione, campione mondiale di foto e selfie autocelebrativi, nessuno scritto, né parola detta sullo strumento urbanistico. Si é andato avanti con varianti di dubbia utilità e di dubbia conoscenza da parte dei cittadini”. 

Caputo punta anche il dito sulle “politiche ambientali, totalmente disattenzionate dall’amministrazione comunale. Nessuna indicazione programmatica sullo sviluppo ambientale ed energetico di uno dei territori più vasti d’Italia. Nessuna indicazione su come (e sul quando) il governo della città intenda assicurare il rilancio e a valorizzazione del comprensorio. Certamente non con il rilancio dell’agricoltura, atteso che non conosciamo nemmeno l’ubicazione degli uffici destinati all’agricoltura né il funzionario e forse anche il nome dell’assessore preposto. A quasi due anni dall’elezione nessun riferimento é stato fatto per l’agricoltura, pur essendo il nostro un territorio di eccellenza, con aziende agricole modernissime, caseifici, cantine di produzione del Doc Monreale, e allevamenti con politiche energetiche e biologiche all’avanguardia”.

Ed ancora il turismo “oggi devastato dagli effetti della crisi da pandemia, spera in politiche e progetti di rilancio, delle quali non vediamo la luce, forse perché ad oggi segretamente custoditi dall’amministrazione locale. Nonostante la Crias, l’Assessorato regionale alle Attività Produttive e anche l’Ircac prevedano progetti di investimenti e politiche contributive in favore di artigiani, operatori agricoli e commercio, nessun progetto anche divulgativo ad oggi é stato avviato dall’amministrazione. Risorse che certamente avrebbero ridotto lo stato di crisi e rilanciato settori produttivi importanti per Monreale”. 

Nessuna linea politica e programmatica per i giovani e le imprese femminili, nonostante ci vi siano fondi istituiti ad hoc, “comunitari, statali e regionali per il rilancio, in termini economici, delle politiche giovanili e dell’imprenditoria femminile”. 

“Nessuna programmazione in tema di sviluppo ambientale ad oggi é stata resa nota da chi ci governa localmente. Il nostro territorio si presta ad ospitare moderni e sostenibili politiche ambientali, tali da ridurre inquinamento, apportare risparmi energetici e per tutelare il territorio. Lo stesso progetto del nuovo cimitero, a tutto vantaggio di privati investitori, sorgerà a distruzione di una delle aree paesaggistiche e storiche più rilevanti di Monreale”. 

“Non abbiamo ad oggi notizie su come si intenda valorizzare il nostro straordinario patrimonio artistico e monumentale. Ad eccezione dello straordinario e lungimirante attivismo della Diocesi, l’amministrazione si é limitata ad ospitare modeste mostre, e a mantenere un museo che rende poche centinaia di euro l’anno, insufficienti a coprire il costo della energia elettrica”. 

Altro tema è quello dello sport: “Non si ha notizia di politiche di rilancio di infrastrutture sportive e nessuno si interroga per quali motivi la Palermo Calcio sia andata a costruire la cittadella dello sport in un minuscolo comune invece di privilegiare il nostro comune famoso in tutto il mondo”. 

Possediamo monumenti giudicati patrimonio dell’umanità: in altre aree l’Unesco questo é stato sinonimo di investimenti, rilancio culturale ed infrastrutturale. Tranne il recupero dei quartieri del Carmine e della Ciambra, progetti non originati da questa amministrazione ma frutto del lavori di ben tre precedenti Sindaci e Giunte, ad oggi non siamo a conoscenza di progetti partoriti dall’attuale Amministrazione. Lo stesso Cinema Imperia fermo é l’emblema dell’attuale paralisi amministrativa. Ad oggi lo leggiamo solo su una targa isolata in una piazza bellissima, enorme e vuota. Siamo un Comune ostaggio di una politica nichilistica e confusa, privo di una visione ampia sul proprio futuro. Certo abbiamo il Covid e la pandemia. Come tutta l’Italia del resto. Ma mi chiedo perché altri comuni come Monreale riescano in tempi di pandemia a proiettare ai propri cittadini politiche visibili di sviluppo tali da dare una identificazione identitaria al proprio territorio. Oggi viviamo come i capi condomini, di ordinaria amministrazione. Serve un contatto e un confronto con gli attori produttivi del nostro territorio che non debba essere limitato, anche se importante, agli incontri con i commercianti del centro storico. Attendiamo con pazienza illimitata di conoscere il futuro economico, sociale ed imprenditoriale di Monreale”.

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