Monreale, Giacopelli: “Migliorare la produttività del personale non solo di quello a tempo parziale”

L'incremento orario del personale a tempo parziale costerà 560.000 € in tre anni, "adesso bisogna migliorare i servizi al cittadino"

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MONREALE – L’incremento orario precentemente deliberato dall’amministrazione comunale ha coinvolto 118 unità di personale con contratto a tempo indeterminato e parziale (già a 24 ore settimanali) e 8 unità impiegate in attività socialmente utili (già a 20 ore settimanali). Se si considera che si tratta di 124 impiegati su un organico complessivo di 253 è facile comprendere come per la macchina burocratica monrealese si tratti di una vera e propria rivoluzione.
Un incremento di 6 ore per 124 dipendenti equivarrebbe ad assumere altre 20 unità a tempo pieno (36h). Con il vantaggio che si tratta di personale operativo da tanti anni, che non necessita di essere formato. 

“Finalmente è stato portato a compimento un percorso che avevamo sollecitato da tempo – spiega Nicola Giacopelli, segretario aziendale della Cisl-Funzione Pubblica – nonostante in pochi avessero creduto sulla sua fattibilità. Si poteva fare prima, forse anche meglio, in questa prima fase varrà per 4 mesi, ma è un importante inizio”.

D: Leggendo la delibera emerge come, fino al 2023, la spesa complessiva da sostenere per l’accesso all’istituto del “lavoro supplementare” è stimata in circa 560.000 €. Quali saranno, a fronte di questo costo, i vantaggi per i cittadini? 

R: “Ci aspettiamo che l’amministrazione riuscirà a riqualificare ed a potenziare un po’ tutti i servizi. Perché tutti sono carenti e necessitano di essere migliorati: anagrafe, acquedotto, servizi cimiteriali, tecnici, manutentivi e così via. Tra l’altro il lavoro part-time, che non prevede generalmente il rientro pomeridiano, crea diversi problemi nell’organizzazione del lavoro in team con chi opera a tempo pieno. Ma sarà soprattutto importante potenziare le attività che prevedono un contatto diretto con l’utenza”.

D: Spesso in alcuni ambiti, per ovviare alle carenze di personale, si ricorreva al lavoro straordinario.

R: “Non è possibile che un lavoratore comunale accumuli centinaia di ore di straordinario l’anno. Esistono regole normative ben precise che regolano la gestione dello straordinario; ma talvolta, anzi non di rado, queste regole vengono disattese e questo è senza dubbio inaccettabile, oltre che scorretto”.

D: La delibera ha incrementato l’orario di lavoro per tutti i dipendenti part-time, ma per un periodo di 4 mesi, eventualmente rinnovabili, previa “verifica dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi di mantenimento e/o di implementazione e dell’effettivo risparmio dei servizi comunali”. In pratica tra i corridoi di palazzo sembra che ci sia l’intenzione di legare la conferma dell’integrazione orario alla produttività del singolo, oltre che ad eventuali sopraggiunti problemi finanziari dell’ente. Come si pone il sindacato dinanzi a questa ipotesi?

R: “Che si debba tendere a migliorare costantemente la produttività del personale è fuori discussione: ma ciò, è chiaro, deve riguardare tutti i dipendenti dell’ente, non solo quelli a tempo parziale. Le iniziative e le azioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi non partono in ogni caso dal basso, quanto piuttosto dai vertici comunali e dunque dalla dirigenza, sulle cui capacità manageriali chiaramente io non posso esprimere giudizi o valutazioni. Sarebbe troppo banale e semplicistico dire che anche in casi del genere ‘il pesce puzza dalla testa’, ma nella saggezza dei detti popolari c’è di solito tanta verità”. 

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