Febbraio, il mese corto e amaro ma allegro e sentimentale

Febbraio è un mese breve ma ricco di dinamiche sociali, lavorative e amorose

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Alla santa Cannilora, Si cci nivica o cci chiova, Quaranta iorna cci nn’è ancora.

Secondo questo vecchio detto, il 2 febbraio, qualsiasi condizione meteorologica sussista, mancano solo quaranta giorni alla fine dell’inverno. In passato, per la Candelora, in chiesa il prete distribuiva delle candele benedette che venivano conservate dai fedeli e accese solo al capezzale dei moribondi.

Il 3 febbraio, invece, è il giorno di San Biagio. Quasi in ogni casa venivano fatti dei piccoli pani a forma di gola, successivamente venivano portati in chiesa per essere benedetti. Questi pani erano chiamati cannaruzzedda di S. Brasi. Devono il loro nome ad un miracolo di San Biagio. Infatti, il santo liberò la gola di un bambino da una spina che nessun medico era riuscito ad estrarre. Un altro detto che si lega a San Biagio è il seguente: Lu jornu di San Brasi, cu c’havi ligna si li trasi, che sta ad indicare che, dopotutto, febbraio è ancora un mese invernale.

Febbraio è anche il mese degli innamorati. Secondo il Pitrè, esisteva un modo affinché una zitella potesse conoscere il suo destino. Bastava che la donna, all’alba del 14 febbraio, giorno di San Valentino, si affacciasse alla finestra. Se nell’arco di una mezz’ora non fosse passato neanche un uomo, sarebbe rimasta nubile a vita.

Febbraio non è importante solo per le questioni sentimentali ma anche per quelle agricole. Infatti, un detto popolare, che riflette la realtà delle cose, recita Frivaru, quann’è chiuvusu, è assai lucrusu. Se, invece, sarà  Frivaru asciuttu, massaru ruttu, ovvero, il raccolto sarà scarso.

Febbraio è anche il mese del carnevale che in passato rappresentava uno dei momenti fondamentali di ogni buon governo, di qualsiasi livello, che doveva amministrare impartendo e distribuendo al popolo ciascuna delle tre F: farina, feste e forca. 

Quest’anno purtroppo, a causa dell’emergenza covid dovremo rinunciare al carnevale. A gran parte delle persone, abituata a festeggiarlo, mancherà danzare immerse nell’allegria delle sale da ballo e veder sfilare i carri allegorici nelle nostre strade, piene di gente vestita di colori e coperte da festosi coriandoli.

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