Tribunale delle Libertà, oggi udienza per Filippo Giardi, chiesta la revoca dei domiciliari

Per il legale non ci sarebbe il rischio di reiterazione del reato

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Rimane agli arresti domiciliari Filippo Giardi, il 35enne monrealese coinvolto nell’inchiesta su un giro di prostituzione tra Monreale e Palermo che il 14 gennaio aveva portato all’arresto di Francesco Pampa e di Massimiliano Vicari. Mentre per i due imprenditori del settore della moda era stata comminata la detenzione, quale misura di custodia cautelare, per Giardi erano stati disposti gli arresti domiciliari. Gli viene imputato il reato di prostituzione minorile per aver intrattenuto rapporti sessuali con una ragazza non ancora diciottenne in cambio di denaro.

L’inchiesta era scattata nell’estate del 2019, dopo che la madre di una ragazza aveva riferito alla polizia i drammatici racconti di cui sarebbe stata protagonista la figlia, assieme a Pampa e Vicari.

Il primo è ritenuto dagli investigatori responsabile dei reati di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne. Massimiliano Vicari, imprenditore palermitano, è ritenuto responsabile dei reati di prostituzione minorile ed induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne. Pampa e Vicari sono stati trasferiti al Pagliarelli. L’interrogatorio di garanzia non ha portato alla revoca della misura cautelare. I legali (come spiegato in un altro articolo) hanno presentato istanza di riesame al Tribunale delle Libertà.

Giardi si trova ancora agli arresti domiciliari. In seguito all’interrogatorio di garanzia tenutosi la scorsa settimana il GIP aveva confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il suo legale, l’avvocato Salvino Pantuso, aveva presentato istanza di riesame al Tribunale delle Libertà. Questa mattina si è tenuta l’udienza e a giorni si conoscerà la decisione del giudice.

“Gli è stato contestato – spiega l’avvocato Pantuso – di avere avuto una volta un rapporto sessuale con una minorenne. In base al racconto della ragazza sarebbe avvenuto tra il 2015 e il 2017. Un arco temporale abbastanza ampio, della durata di almeno due anni, che lascerebbe una profonda incertezza sul fatto che in quell’occasione fosse ancora minorenne”. E, nel caso lo fosse stata, secondo il legale sarebbe da accertare che il Giardi ne fosse a conoscenza. 

“La ragazza, a distanza di anni dai fatti raccontati, potrebbe avere confuso Giardi con un altro uomo, dato che lei stessa ha avuto modo di dichiarare ai magistrati di essersi prostituita con diversi uomini”. Da dimostrare secondo l’avvocato anche che il rapporto, nel caso in cui ci sia realmente stato, sia stato consumato dietro pagamento o se non fosse invece avvenuto per libera scelta di entrambi.

“L’indagato è incensurato – spiega il legale – e senza alcun procedimento in corso. Se il fatto è avvenuto si sarebbe trattato di un caso isolato. Dagli atti risulta che durante una telefonata intercettata, ad un invito del Pampa di partire con loro per un evento a Verona, Giardi avesse declinato l’invito, mostrando di non essere interessato a questo tipo di vacanza”.

Secondo l’avvocato Pantuso non ci sarebbero elementi che farebbero pensare al rischio di reiterazione del reato, motivazione con la quale gli era stata comminata il 14 gennaio la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il legale ha fiducia che il magistrato possa revocare la misura cautelare o che ne possa disporre una meno restrittiva.

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