Sei anni fa ci lasciava Sarina Ingrassia: il suo ricordo vive negli amici del Quartiere

Nella sua casa si insegnavano il rispetto, l’amore, la passione per una politica che per lei era “la più alta forma di servizio”

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“La vita è vita, globale, completa, in tutte le sue manifestazioni. Quanta vita! Tutta nuova e bella, anzi bellissima, anzi unica, anzi irripetibile, anzi sorprendente, anzi quasi immensa come immenso è l’animo e il cuore di molte persone che incontro”*.

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Sarina Ingrassia, storica personalità monrealese che più di quarant’anni fa diede vita all’Associazione il Quartiere. Il suo ricordo è, nella memoria di tutti, inseparabile da quello della sua casa. Sita in via Baronio Manfredi n. 59, questa è stata negli anni rifugio di tanti.

Tra le sue mura si insegnavano il rispetto, l’amore, la passione per una politica che per lei era “la più alta forma di servizio”. Le sue porte, sempre aperte per chi avesse bisogno di aiuto, rappresentano lo spirito con cui Sarina ha vissuto la sua vita: sempre al servizio degli altri. Grazie alla sua determinazione l’Associazione Il Quartiere è riuscita negli anni ad attrarre centinaia di volontari: dai giovani monrealesi ai forestieri più curiosi di conoscere questa particolare realtà. Tutti loro conservano un ricordo indelebile di lei: amorevole e determinata, caparbia, coinvolgente e dotata di un’incredibile energia, Sarina non è una figura che può essere dimenticata. 

Per non dimenticare il suo pensiero e la sua azione, quest’anno i volontari del Quartiere hanno chiesto ai tanti che l’hanno conosciuta di condividere un particolare ricordo di lei. Hanno risposto in molti, dai volontari agli amici di sempre, fino agli ormai cresciuti bambini della Bavera. La sua memoria ha rivissuto nei loro diversi modi di sentire e di narrare: disegni, messaggi vocali, foto, video, lettere e canzoni.  

Ne riportiamo alcuni.

Frere John della Comunità di Taizè: lAl centro dei miei soggiorni in Sicilia c’è sempre stata una piccola casa a Monreale, dove viveva Sarina Ingrassia. Lì, per me, era il cuore di tutto. Nella grande semplicità si svolgeva una vita di disponibilità, di accoglienza di tutti e soprattutto delle persone più emarginate. 

Sarina viveva fino in fondo queste parole che amava dire Frere Roger: nei periodi più oscuri, molto spesso, un piccolo numero di uomini e di donne, sparsi nel mondo, sono stati capaci di rovesciare il corso delle evoluzioni storiche e reinventare il mondo perché speravano e credevano contro ogni speranza.

Leoluca Orlando: Andare nella sua casa era andare alla sorgente di una umanità autentica. Sarina aveva un obiettivo: mettere al centro la persona umana, ogni persona umana, costruire una dimensione comunitaria della vita. Io sono persona, noi siamo comunità; io sono persona in alternativa ad egoismi individualistici, noi siamo comunità in alternativa a soffocanti appartenenze di gruppo chiuso, di quei gruppi chiusi da muri e fondati sulle intolleranze che purtroppo, oggi come ieri, sono presenti nella vita di ogni giorno.

Alessio, uno dei bambini del Quartiere: Sarina aiutava i bambini della strada come me: mi ha aiutato a studiare, a non essere cattivo, a non arrabbiami. Non ho parole per spiegare il bene che mi ha fatto. La porterò sempre nel mio cuore.

Jean Tonglet del Movimento Quarto Mondo: Andava a prendere i bambini a casa, preparava loro la colazione e poi li portava a scuola. Una donna tenace e determinata, la sua strada è stata un agire a favore dei bambini e della loro istruzione.

Tommaso Gullo: Quelli che l’hanno conosciuta oggi sanno da che parte stare. Oggi Sarina aprirebbe casa sua alle famiglie in difficoltà, ai lavoratori senza tutela, cercherebbe di trovare tablet, PC, smartphone, tutto quello che è necessario per garantire la didattica a distanza per tutti i ragazzi del Quartiere. Il patrimonio che Sarina ci lascia è la consapevolezza della sua storia, della cosa giusta da fare, probabilmente è questo che non la farà morire mai.

Gianni Squadrito da Bruxelles: Sarina non si fermava al fare, ma si chiedeva il perché ci dovesse essere ingiustizia. Nella sua semplicità aveva una grande capacità di analisi e una grande curiosità intellettuale per quello che succedeva nella realtà locale e nel mondo. E lo trasmetteva agli altri. L’eredità che Sarina ci lascia è di non passare in questa vita in modo insensibile, inconsistente, ma cercare di fare del nostro meglio per cambiare il mondo in cui viviamo, con un’attenzione all’altro profonda e vera.

Alex Corlazzoli: Mi accompagnano ancora oggi le sue parole, come quando diceva che “ogni vero politico non ha un partito e ogni vero cristiano non ha una chiesa”, e anche quelle che aveva appeso nella sua stanza, riprese dal testo evangelico: “alla sera della vita ciò che conta è avere amato”.

Maria Daniela Miceli: Questo mi piace ricordare di lei, questo grande entusiasmo che ha trasmesso a moltissimi di noi adolescenti monrealesi che cercavamo un posto nel mondo. La sua idea della presenza nel mondo è il contribuire allo sviluppo di un’umanità che lei vedeva come lo scorrere di un fiume, all’interno del quale gli uomini sono sempre diversi. Si è presenti per un pezzetto, però è importante mettere insieme queste forze per lasciare il mondo migliore di come lo si è trovato. 

Tanti altri hanno scritto di lei. I contributi integrali saranno postati nella pagina Facebook dell’Associazione Il Quartiere. Chi volesse può ancora inviare un suo pensiero, affinché la sua memoria e le sue idee continuino ad aleggiare per le strade di Monreale.

*  Diario senza data di Sarina Ingrassia, Istituto Poligrafico Europeo, 2018

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