Tamponi fai-da-te, prevista per fine mese la fine della sperimentazione

Diagnosticarsi la positività al coronavirus in autonomia. Una volta accertata l'efficacia toccherà all'ISS

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Un kit composto da 4 parti: una saponetta su cui versare il campione raccolto, una provetta con il reagente, un tamponcino per la raccolta e un sacchetto in cui gettare tutto dopo l’uso. Diagnosticarsi la positività al coronavirus in autonomia è la prossima sfida del Veneto. Anche se alcuni virologi discutono sull’effettiva efficacia della soluzione. Il presidente della Regione del Nord Italia vuole, entro la fine del mese, sottoporre alla valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità un test che è in grado di essere eseguito con modalità di auto somministrazione in tutte le sue fasi. Compreso lo step diagnostico, quindi senza l’aiuto di un laboratorio medico si potrà  determinare la positività o negatività al virus.

Negli Usa la Food and Drug amministration ha approvato il primo test fai da te vendibile al banco. In Italia, Luca Zaia mesi fa ne ha lanciato la sperimentazione per verificarne la effettiva validità scientifica nella sua Regione. Dopo il Veneto, anche in Campania, arrivano i “tamponi fai da te”.

L’iniziativa è di una start up, Testami, che fa capo a un gruppo di giovani imprenditori di origine irpina in partnership con Biogem, il centro di ricerche di Ariano Irpino. Attraverso una piattaforma tecnologica, sarà possibile acquistare il kit con cui fare da sé il prelievo e prenotare l’invio al laboratorio.

Si parte con i tamponi anticovid, ma in realtà la piattaforma ha l’ambizione di offrire un servizio a più ampio spettro semplificando anche altri esami di laboratorio. Mentre sono  già in uso a Firenze.

Nella città è stato creato dall’ospedale pediatrico Meyer: ‘Uffa!’. Il tampone nasale fai da te è stato studiato nel laboratorio di immunologia della struttura che viene eseguito su operatori sanitari.

 

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