Nel nuovo Dpcm mancano le sanzioni. Svista tecnica o cosa?

Ganci (Ancupm): "Le sanzioni dettate dal DPCM del 3 novembre erano riferite a restrizioni sugli spostamenti interregionali riguardanti le aree arancioni e rosse"

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Per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19 il Governo ha introdotto delle nuove disposizioni per il periodo di Natale. Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra Regioni diverse (compresi quelli da o verso le province autonome di Trento e Bolzano), ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Il 25 e il 26 dicembre 2020 e il 1° gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra Comuni diversi, con le stesse eccezioni (comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute). Fino a qui è tutto chiaro, quello che invece sembra non esserlo sono le sanzioni a cui si va incontro in caso di trasgressione delle norme.

Nel nuovo DPCM, entrato in vigore il 4 dicembre 2020, non sono indicate le sanzioni. Dimenticanza? A sollevare la questione è il Sole 24 Ore secondo il quale “le sanzioni contenute nei DPCM precedenti a quello del 3 dicembre non sono applicabili alle nuove restrizioni. Si tratta, infatti, di norme non congruenti tra loro”. Quindi così com’è scritto il DPCM rischierebbe di non prevedere neppure una multa per coloro che si sposteranno da una Regione all’altra nel periodo che va dal 21 al 6 gennaio, come pure per chi nei giorni di festa passa da un Comune all’altro. Potrebbe essersi trattata di una svista tecnica. L’unica sanzione, possibile, sembrerebbe essere quella relativa all’articolo 650 del Codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi o una ammenda fino a 206 euro.

A confermare la tesi anche il commissario straordinario della Delegazione Sicilia Ancupm. Secondo Castrense Ganci “le sanzioni dettate dal DPCM del 3 novembre erano riferite a restrizioni sugli spostamenti interregionali riguardanti quelle specifiche aree (arancioni e rosse) dove il rischio contagio era molto alto. Le limitazioni, quindi, erano in linea con i principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in quelle aree. Per questo motivo quelle sanzioni non possono essere applicate alle nuove restrizioni, introdotte con una diversa finalità. Dal momento che il divieto di spostamento tra Regioni verrà esteso su tutto il territorio, anche per chi si trova nell’area gialla, non sussiste più – infatti – il richiamo ai principi di adeguatezza e proporzionalità”.

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