Cupola 2.0, 46 condanne e 9 assoluzioni, importante il ruolo dei pentiti

Avevano cercato di ricostruire la Commissione Provinciale dopo la morte di Totò Riina

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PALERMO – Avevano cercato di ricostruire la Commissione Provinciale dopo la morte di Totò Riina. Oggi è arrivata la condanna per 46 dei 55 uomini arrestati il 4 dicembre 2018, all’interno dell’operazione Cupola 2.0.

La sentenza di primo grado è stata emessa oggi, nell’aula bunker dell’Ucciardone, dal GUP Rosario Di Gioia, al termine del processo che si è svolto con il rito abbreviato.

In tutto inflitti 435 anni di carcere. L’accusa aveva chiesto un totale di 727 di carcere.

Tra i nove assolti c’è Badagliacca Gioacchino, residente alla Rocca-Mezzo Monreale. Badagliacca, che ha avuto in passato una condanna per fatti di mafia, è stato assolto per non avere commesso il fatto. Badagliacca era assistito dall’avvocato Piero Capizzi ed esce dal carcere a quasi due anni di distanza da quando, il 4 dicembre 2018, era stato arrestato assieme ad altri 58 indagati.

L’indagine Cupola 2.0 è tra le più importanti condotte dai Carabinieri nei confronti della criminalità organizzata della provincia di Palermo. L’indagine azzerò il tentativo di riportare in auge la Cupola della provincia di Palermo, la Commissione il cui vertice era rimasto vacante in seguito alla more di Totò Riina. C’era anche un erede designato. Era il capo mafia del Pagliarelli Settimo Mineo per cui i pm avevano chiesto una condanna a 20 anni (sarà condannato a 16 anni).

Fondamentali per le indagini dei carabinieri e per ricostruire la mappa di cosa nostra in provincia di Palermo sono state le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Filippo Bisconti, l’ex boss di Belmonte Mezzagno, e l’ex capo della cosca di Villabate, Francesco Colletti. Entrambi decisero di collaborare con i pubblici ministeri pochissimo tempo dopo il loro arresto e non solo confermarono quanto fino a quel momento era stato acquisito dai carabinieri, ma offrirono ulteriori spunti d’indagine. Bisconti è stato condannato a 6 anni, Colletti a 6 anni e mezzo.

Queste le pene inflitte agli imputati:

Stefano Albanese 9 anni e 2 mesi, 

Filippo Annatelli 13 anni e 4 mesi, 

al pentito Filippo Bisconti 6 anni, 

Giuseppe Bonanno 5 anni e 8 mesi, 

Carmelo Cacocciola 7 anni, 

Giovanni Cancemi 8 anni, 

Francesco Caponetto 13 anni e 4 mesi, 

al pentito Francesco Colletti 6 anni e mezzo, 

Giovanna Comito un anno e 8 mesi (pena sospesa), 

Giuseppe Costa 9 anni, 

Maurizio Crinò 10 anni, 

Filippo Cusimano 9 anni e 4 mesi, 

Rubens D’Agostino 10 anni, 

Gregorio Di Giovanni 15 anni e 4 mesi, 

Filippo Di Pisa 8 anni e 8 mesi, 

Andrea Ferrante 8 anni, 

Salvatore Ferrante 2 anni e 8 mesi, 

Vincenzo Ganci 8 anni e 8 mesi, 

Michele Grasso 8 anni e 8 mesi, 

Leandro Greco 12 anni, 

Marco La Rosa 6 anni e 8 mesi, 

Gaetano Leto 12 anni e 8 mesi, 

Erasmo Lo Bello 12 anni, 

Calogero Lo Piccolo 27 anni (in continuazione), 

al pentito Sergio Macaluso 2 anni, 

Michele Madonia 8 anni e 8 mesi, 

Umberto Maiorana un anno e 8 mesi (pena sospesa), 

al pentito Domenico Mammi 2 anni, 

Giusto Francesco Mangiapane 8 anni, 

Matteo Maniscalco 6 anni e 8 mesi, 

Luigi Marino 6 anni e 8 mesi, 

Antonio Maranto 2 anni, 

Fabio Messicati Vitale 12 anni, 

Giovanni Salvatore Migliore 8 anni e 8 mesi, 

Settimo Mineo 16 anni, 

Salvatore Mirino 9 anni e 4 mesi, 

Domenico Nocilla 9 anni e 8 mesi, 

Salvatore Pispicia 12 anni, 

Gaspare Rizzuto 12 anni e 4 mesi, 

Michele Rubino 10 anni e 8 mesi, 

Giovanni Salerno 10 anni e mezzo, 

Salvatore Sciarabba 14 anni, 

Giuseppe Serio 13 anni e 4 mesi, 

Giovanni Sirchia 8 anni, 

Salvatore Sorrentino 12 anni e 8 mesi

Salvatore Troia 9 anni.

 

Assolti:

Massimo Mulè,

Giacomo Alaimo, 

Gioacchino Badagliacca, 

Giusto Giordano, 

Rosolino Mirabella,

Andrea Mirino, 

Nicolò Orlando, 

Pietro Scafidi,

Giusto Sucato. 

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