Operatori del 118 annunciano protesta: “Noi in prima linea contro il Covid ma dimenticati dalla politica”

"Anche noi abbiamo famiglie e bambini. Riteniamo di essere vittime di errori commessi da chi sta seduto dietro una poltrona senza assumersene le responsabilità"

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“È arrivato il momento di porre fine alle lamentele solo sui social e di passare ai fatti”. E’ questa la rabbia degli operatori sanitari del 118 che da mesi si trovano in prima linea contro il Coronavirus, ma hanno deciso di andare a protestare in piazza poiché “sono stati dimenticati dalla politica, dalle istituzioni e dall’azienda” – dicono. Dunque, i rappresentanti del Movimento unito dipendenti 118 hanno indetto per venerdì 4 dicembre un sit-in di protesta a Piazza Indipendenza.

“Non è possibile – affermano gli organizzatori – che chi lavora per salvare vite umane debba essere vittima di una serie di inadempienze su materie importanti che stanno alla base del nostro lavoro. Il virus contagia tanti cittadini, ma anche gli autisti soccorritori. Ogni giorno assolviamo con onore al nostro dovere, facendo turni massacranti, combattendo la pandemia 24 ore al giorno senza fermarci con delle criticità più volte segnalate e non risolte. Anche noi abbiamo famiglie e bambini. Riteniamo di essere vittime di errori commessi da chi sta seduto dietro una poltrona senza assumersene le responsabilità, a differenza nostra che paghiamo sempre ovunque e comunque. Ora basta. Vanno bene le mascherine chirurgiche ma no i bavagli”.

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