Si sono concluse le indagini preliminari condotte dai Pubblici Ministeri Giulia Beux e Bruno Brucoli, della Procura della Repubblica di Palermo, nei confronti di 24 soggetti, coinvolti in un grosso giro di spaccio di droga tra Palermo e Monreale.
Si tratta di 22 uomini, di cui 12 residenti a Palermo, 9 a Monreale ed uno ad Aquino, e di due donne, una residente a Palermo e una a Monreale.
Secondo gli inquirenti gli indagati si sarebbero macchiati dei reati di detenzione e di cessione illecita di sostanza stupefacente. Nello specifico, dalle indagini è emerso come in più occasioni, ampiamente documentate tra la fine del 2015 e la prima metà del 2016, gli indagati avessero venduto hashish e marijuana a numerosi acquirenti. Una ventina i clienti individuati.
Monreale sarebbe stata una delle piazze dello spaccio. La droga veniva distribuita quasi sempre nel cuore della notte. In molte occasioni le operazioni proseguivano fino a poco prima dell’alba. Solo raramente anche nel pomeriggio.
In alcune occasioni la droga era venduta sotto forma di “stecche” del valore di 10 € ciascuna.
Un punto di spaccio si sarebbe trovato in via Ritiro, a Monreale, dove un magazzino veniva utilizzato per nascondervi la sostanza stupefacente.
Alcuni degli indagati risultano coinvolti in passato nell’inchiesta “Urban Justice”. Nel 2013 gli inquirenti ricostruirono una rete di soggetti, tutti monrealesi, dediti allo spaccio. L’organizzazione era emersa in seguito alle indagini volte a reprimere il crescente fenomeno dei furti in abitazione e di incendi dolosi ai danni di vetture o di dimore degli abitanti del centro. Le forze dell’ordine avevano poi scoperto che queste attività servivano a reperire il denaro necessario all’acquisto di stupefacenti, sia per soddisfare le proprie esigenze personali (erano tutti tossicodipendenti) che, soprattutto, ad organizzare delle reti di rivendita.
Dopo la chiusura della fase delle indagini preliminari gli indagati potranno accedere al fascicolo e chiedere di essere interrogati dai PM, che con molta probabilità chiederanno il loro rinvio a giudizio.
I legali potranno chiedere i riti alternativi, come il giudizio abbreviato, il giudizio immediato, il patteggiamento, la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova.
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