Palermo, 6 arresti, costituito cartello nel trasporto di emodializzati

Sequestrate la A.V.E.L. e la Confraternita di Misericordia, un indagato dovrà restituire il reddito di cittadinanza

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PALERMO –  Nel corso di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo, denominata “Bloody Mary”, sono state sequestrate due associazioni operanti nel trasporto di emodializzati.

La A.V.E.L. (Associazione di Volontariato Emergency Leader Onlus) e la Confraternita di Misericordia da oggi sono affidate ad un amministratore giudiziario affinché le gestisca nell’interesse della collettività.

Il GIP del Tribunale di Palermo ha emesso sei ordinanze di custodia cautelare.

Sono finti in carcere Pietro Corrao, Saverio Marchese e Salvatore Scavone. Sono stati sottoposti agli arresti domiciliari Beniamino Cusimano, Concetta Teresi, Marilena Scalia.

Corrao, Marchese, Scavone e Cusimano sono indagati per i reati di falso e di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di falso. Teresi per i reati di associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture. Scalia per truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture.

Secondo gli inquirenti la A.V.E.L., che svolgeva per conto dell’ASP di Palermo il servizio di trasporto emodializzati, dietro le mentite spoglie di una ONLUS, nascondeva un’autentica attività d’impresa, gestita di fatto da soggetti pregiudicati per gravi reati (traffico di droga aggravato dall’agevolazione mafiosa) che, per ottenere il rilascio della necessaria certificazione antimafia, avevano attribuito formalmente la veste di presidente ad un soggetto incensurato. 

Gli indagati avevano quindi prodotto false certificazioni all’ASP concernenti la natura di Onlus dell’Ente e l’attestazione che quest’ultima fosse amministrata da soggetti immuni da precedenti penali, grazie alle quali l’A.V.E.L. aveva potuto accedere alle convenzioni pubbliche. 

Inoltre è emerso come i rappresentanti di sette associazioni palermitane che svolgevano il servizio di trasporto emodializzati per conto della locale ASP, avessero costituito un vero e proprio cartello. Le associazioni sarebbero state capeggiate dalle referenti della Confraternita di Misericordia. 

In pratica i partecipanti, comunicando su una chat su whatsapp, avrebbero concordato di rifiutare il trasporto “collettivo” dei pazienti, rendendosi disponibili solo al più remunerativo “trasporto singolo” dei malati, così ingannando l’ASP e cagionando un danno rilevante alle casse pubbliche. 

Gli inquirenti hanno anche appurato che uno dei soggetti dall’aprile 2019 percepiva il reddito di cittadinanza, per un ammontare medio mensile di circa 400 euro, beneficio che verrà subito sospeso, così come previsto dalla legge.

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