Sospensione sterilizzazione randagi, l’appello dei volontari: “Vogliamo le reali motivazioni”

Campanella, Enpa: "La favola del bene confiscato alla mafia come presidio o rifugio ci è stata raccontata troppe volte e per troppi anni"

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MONREALE – La sospensione delle sterilizzazioni dei cani randagi  ha suscitato diverse reazioni tra i volontari impegnati da tempo nel territorio di Monreale.

“Adesso il requisito, posto come base e condizione della convenzione, è il motivo per cui questa viene a decadere”, commenta Daniela Campanella, referente Enpa per San Martino delle Scale.  I cani dovranno essere recuperati non più dai volontari ma dal personale specializzato del Comune, è questa la richiesta avanzata dall’Asp e la motivazione che ha determinato la sospensione momentanea della campagna avviata a giugno scorso.

“Forse qualcuno dovrebbe spiegare ai monrealesi – dice la volontaria – perché una convenzione, che  è un accordo tra due parti in cui ciascuna si obbliga a mantenere i reciproci impegni, all’improvviso viene modificata in corso di attuazione. Oppure – prosegue – si presume sia l’ennesima odiosa farsa nei confronti dei volontari e delle centinaia di persone che hanno deciso di avere un animale per compagno di vita? Non conosco le reali motivazioni che stanno alla base della sospensione, ma da cittadina mi  scandalizza che non venga tentato tutto il possibile per rimuovere gli ostacoli che si sono presentati. Da volontaria non tollero che prevalga l’inerzia, il menefreghismo e la contrapposizione tra le parti a scapito di centinaia di animali e di cuccioli che continueranno a nascere e morire nelle nostre strade e sotto i nostri occhi”.

L’APPELLO

“Rivolgo un appello ai nostri amministratori e agli organi competenti – dice Campanella – affinché riprendano il filo di un’iniziativa che è solo un inizio, importante e migliorabile, per evitare la crescita del randagismo sul territorio. E non mi si venga a raccontare la favola del bene confiscato alla mafia come presidio o rifugio temporaneo da sistemare, perché non ci sono i soldi e ci è stata raccontata troppe volte e per troppi anni.

Signor Sindaco i cani presenti nel territorio di Monreale non sono circa settanta come segnalato. Settanta sono solo nella frazione di San Martino dove io abito, figuriamoci nel resto di un comune enorme per estensione, e continueranno a crescere se non ci sarà un intervento. Di questa valanga di animali è lei il responsabile per una legge che risale al 2000 e che non è mai stata applicata da nessuno dei suoi predecessori. La prego di farsi carico di questa iniziativa che non comporterebbe  alcun aggravio  per le casse del Comune, ma metterebbe nelle condizioni di operare quanti di noi spendono tempo soldi e fatica  per aiutare chi non ha scelto di nascere”.

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