Diritti umani in Bielorussia, domani la maratona oratoria online

Biagio Cigno: "Lanciamo un appello per il ripristino e l’affermazione dei diritti umani Bielorussia"

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Per domani, 30 ottobre, alle ore 16,30, era stata organizzata dal Comitato Esistono i Diritti di Palermo, una manifestazione a Piazza Massimo per il ripristino e la riaffermazione dei diritti umani a sostegno delle libertà civili ed individuali del popolo Bielorusso. Ma a causa delle restrizioni previste dal recente DCPM, la manifestazione è stata modificata in una maratona oratoria online, che si potrà seguire in diretta streaming dalla pagina facebook o da radio radicale, dalle ore 18,00 alle ore 20,00, ove esprimeranno le loro opinioni i vari esponenti politici.

A Palermo Il Comitato “ESISTONO I DIRITTI”, fondato da Gaetano D’Amico e copresieduto da Alberto Mangano, Pino Apprendi e Antonino Martorana aveva lanciato a tutte le forze politiche ed associazioni civili un appello per il ripristino e l’affermazione dei diritti umani Bielorussia.

Appello cui avevano aderito esponenti politici di vari partiti sia a livello nazionale che siciliano.

A Monreale, Biagio Cigno, Presidente dell’Associazione Liberi di Lavorare, aveva invitato gli amministratori locali ad aderire all’appello: appello che è stato condivido dal Sindaco Alberto Arcidiacono, l’Assessore Luigi D’Eliseo e Roberto Gambino del Movimento il Mosaico.

Ricordiamo che il 9 agosto scorso si sono svolte in Bielorussia le elezioni presidenziali ove è stato confermato con l’80,23% dei voti Aleksandr Lukashenko, al potere dal 1994, mentre la sua antagonista Svetlana Tikhanovskaya si sarebbe fermata al 9,9%. 

L’opposizione ha denunciato sin da subito brogli elettorali. Il Presidente russo Putin ed il Presidente cinese Xi Jimping si sono congratulati sin da subito con il Lukashenco mentre la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen in un summit straordinario tenuto il 19 agosto ha annunciato che non riconoscerà il risultato delle elezioni e ha anzi annunciato sanzioni contro i responsabili delle gravi violazioni dei diritti umani verificatesi nel paese ove si sono svolti scontri che hanno causato morti, decine di feriti e centinaia di arresti.

Svetlana, donna di 37 anni, è scesa in campo dopo l’arresto del marito, blogger ed oppositore politico, definito il Navalny bielorusso.

Tutto questo mentre i sondaggi davano il Presidente uscente al 3% ed i sondaggi diffusi dalla stampa controllata lo davano al 72%.

Negli ultimi giorni della campagna elettorale a Svetlana sono stati negati i comizi in piazza ed ha ricevuto innumerevoli minacce di morte, tanto da costringerla a mandare all’estero i suoi due figlioli ed essere stata costretta lei stessa a rifugiarsi a Berlino chiedendo aiuto alla Germania. 

Anche Davide Sassoli in videoconferenza con il Parlamento Europeo ha stigmatizzato l’accaduto dichiarando non tollerabili coinvolgimenti esterni alla vicenda (Putin aveva annunciato che voleva intervenire in Bielorussia con le sue forze armate). Come pure il premio Nobel per la letteratura nel 2015, Svetlana Aleksievic nella conferenza stampa organizzata il 3 ottobre dal Taormina Book Festival che premierà la scrittrice conferendole il Taobuk Award for Literary Excellence nel Teatro Antico, ha affermato che non bastano sanzioni blande ma occorrono energiche decisioni.

Il 22 ottobre scorso, il parlamento Europeo ha assegnato all’opposizione bielorussa il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.

Hanno già aderito numerosi esponenti politici dei vari partiti e personaggi della società civile e dello spettacolo tra cui Leoluca Orlando, Gianfranco Miccichè, Gaetano Armao, Fabrizio Ferrandelli, Marco Cappato, Giuseppe Lupo, Pietro Grasso, l’editore Ottavio Navarra e tanti altri.

Nei giorni scorsi si sono svolte manifestazioni di protesta a Roma, Milano e Torino.

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