Arcidiacono a Capizzi: “Quando mi chiede i dati sui contagi non fa il bene di Monreale”

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MONREALE – “Al momento la maggior parte dei positivi è asintomatico, sono pochissimi i casi di febbre che dura due giorni”. Così il primo cittadino rassicura i tanti monrealesi che in questi giorni hanno chiesto di sapere lo stato di salute dei contagiati. I dati forniti dall’ufficio di statistica del comune di Palermo, forniti dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASP, parlano di 56 casi di Covid a Monreale.

“I contagi crescono in tutto il mondo, e non differentemente in Italia, in Sicilia e anche a Monreale. È arrivato l’autunno la stagione in cui la comunità scientifica, ma anche soltanto le persone di buon senso, temevano che il virus sarebbe ritornato con maggiore prepotenza”, commenta Alberto Arcidiacono. “Sei si volesse vedere il dato della nostra città da un mero punto di vista statistico, dovremmo tirare un respiro di sollievo, perché la percentuale di crescita è comunque al di sotto di quella media registrata nei comuni a noi prossimi. Ma non è così che va intesa la statistica. No è sapere che il nostro vicino sta peggio che ci deve incoraggiare. In questo momento è il nostro agire quotidiano che può salvaguardarci – aggiunge – è l’impegno di ciascuno a operare secondo le regole imposte dalle circostanze. Regole dure da accettare, che hanno costretto noi tutti a dovere riconsiderare ogni nostro comportamento e a renderli in qualche modo innaturali. A chi non pesa non abbracciare un padre, un fratello, un amico. Non stringere una mano, non mostrare il proprio sorriso o il proprio broncio, non raccogliere semplicemente un oggetto che è caduto di mano a qualcuno che ci sta vicino. Tutto è mutato, e così dovrà essere, perché è la rinuncia all’esercizio di piccole libertà che può evitare che qualcun altro si ammali”.

Infine replica al consigliere di Alternativa Civica, Piero Capizzi che questa mattina aveva chiesto che avvenga un aggiornamento quotidiano dei dati nel comune. “Quando lei Capizzi chiede a me i dati sul numero di contagiati – risponde il sindaco – dati che quotidianamente sono in mio possesso e che pubblico periodicamente, non fa il bene della comunità. Non è il terrore – prosegue – che ci rende più responsabili, ma è l’esempio. Non è sapere quanti sono i contagiati, ma prendere informazioni su come stanno. Avrei preferito che lei mi avesse chiesto in che condizioni salute si trovino i nostri concittadini ammalati e cosa si sta facendo per aiutarli. Sbaglierò, certamente, ma per me quello che dovrebbe fare un sindaco è stare accanto alla propria comunità e accrescere, in questa e per questa, il senso di solidarietà”.

1 Commento
  1. Pina scrive

    56 contagiati? Io so che sono quasi 300 a monreale. Signor sindato cerchi di essere piu chiaro e non prenda in giro la gente. C’è ancora troppa gente in giro che cammina senza mascherina trascurando le regole. E nessuno che interviene. Solo per i lockdown i vigili e compani sapevano rompere le scatole alle persone che uscivano per
    comprare i beni essenziali. Adesso bisogna intervenire no quando è troppo tardi

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