Monreale, chiusura alle 18,00, rabbia e delusione tra gestori di bar e ristoranti

Un paese quasi deserto: “Perché penalizzare solo alcuni settori e obbligarli a chiudere alle 18?"

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MONREALE – In città si respira un clima pesante, di sconforto, di rabbia. Il DPCM del presidente Giuseppe Conte è stato accolto male da un settore, quello della ristorazione, duramente colpito. “Abbiano fatto tanti sacrifici per creare e portare avanti le nostre attività. Sacrifici che adesso rischiano di essere vanificati da provvedimenti che, forse, andavano studiati un po’ meglio”.

Siamo stati stamane in giro per la città. La prima impressione è quella di un déjà-vu, quasi come se fossimo stati catapultati nel tempo a qualche mese addietro, nel triste periodo del lock down che ha caratterizzato la primavera di questo strano 2020.

Un paese quasi deserto, svuotato. Abbiamo fatto un giro per i locali di Monreale di uno dei settori più colpiti dall’ultimo DPCM che, lo ricordiamo, decreta la chiusura di bar, ristoranti, bar, pizzerie, paninerie, gelaterie dalle ore 18.00. Abbiamo provato ad intervistare i gestori, ma molti hanno preferito evitare di apparire davanti alla telecamera, troppo arrabbiati, delusi, spaventati.

Ma a microfoni spenti la maggior parte di loro ci ha espresso la profonda delusione per le decisioni governative: “Perché penalizzare solo alcuni settori e obbligarli a chiudere alle 18? Molti di noi avevano anche sostenuto spese ingenti per adeguare i locali a tutte le misure di sicurezza richieste precedentemente a questo ultimo decreto”.

La maggioranza di bar e ristoranti avevano accolto abbastanza bene l’ordinanza del presidente della regione siciliana, Nello Musumeci, ma non si aspettavano questa ulteriore stretta da parte di Conte. Avrebbero preferito semmai un unico, generale coprifuoco per tutti i comparti, e magari a partire da un’ora più tarda. “Lavorare con l’asporto non ci consentirà di fare gli stessi numeri, la gente vuole scegliere sul posto cosa consumare, soprattutto quando si tratta di bar, pasticcerie o gelaterie”. 

“Dovremo affidarci al mondo virtuale, ai canali social per comunicare con i nostri clienti e facilitare le operazioni di ordinazione/asporto o di consegna a domicilio”.

Molti gestori sono concordi che un’ulteriore penalizzazione al settore è legata al piano viabilità adottato dall’amministrazione comunale. “Dovrebbe essere restaurato il vecchio senso di marcia in piazza che consentiva di accogliere in paese la gente proveniente direttamente da Palermo. Questo permetterebbe di incanalare in paese un flusso maggiore di gente”.

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