Rinascente, domani tavolo per evitare la chiusura del 31 ottobre

“Stiamo svendendo tutta la merce. Non siamo abituati a questo tipo di vendita.  Se chiude la Rinascente muore il commercio in via Roma”

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Abbiamo intervistato alcune dipendenti della Rinascente di Palermo, storico negozio che nella capitale siciliana ha aperto i battenti alla fine degli Anni Novanta. Domani avrà luogo una videoconferenza tra il ministro del lavoro Nunzia Catalfo, il sottosegretario Stanislao Di Piazza, i rappresentati di Rinascente e Inarcassa, proprietaria dell’immobile di via Roma in cui l’azienda di abbigliamento esercita l’attività economica. La speranza è che si possa trovare in extremis un accordo e salvare il lavoro di più di trecento persone. Tra i tanti benefici prodotti dalla presenza di Rinascente a Palermo, non vanno dimenticati il contributo al rinnovo urbano di via Roma e il ruolo di traino dell’economia dei numerosi negozi presenti nel circondario. Tuttavia, secondo alcuni la ZTL e l’assenza di un parcheggio adeguato in zona hanno influito in maniera significativa sugli incassi di Rinascente. 

La prima dipendente che incontriamo è Antonella, impiegata del reparto di profumeria.

Noi lavoriamo in Rinascente da oltre ventidue anni. Siamo dispiaciute per tutto quello che sta accadendo. Chiude un negozio molto importante e tutta via Roma ne risentirà. Le conseguenze purtroppo saranno poco positive anche per i commercianti qui vicino. Il piccolo aiuta il grande e il grande aiuta il piccolo.

Quanti dipendenti resteranno senza lavoro?

Almeno trecento, di cui molti sono coniugi, quindi intere famiglie si ritroveranno in difficoltà. La cosa che fa più male è che noi dipendenti siamo come una famiglia e siamo costretti a separarci. Un pezzo del mio cuore muore.

E i sindacati si stanno muovendo?

Si. Ancora non è detto al 100% che chiudiamo. Lunedì ci sarà un incontro molto importante. Non ci crediamo più anche se la speranza…

Paola, dipendente dello stesso reparto di Antonella, stenta a credere ancora della chiusura di Rinascente.

Siamo tutti scioccati da questa decisione. Realmente non ci crediamo fino a quando resteremo a casa il 31 ottobre. C’è comunque ancora un piccolo spiraglio ma noi siamo stanchi di continuare a sperare inutilmente. Anche se, in fondo in fondo, confidiamo che si possa trovare un accordo tra i proprietari dell’immobile e l’azienda.

Qual è l’ammontare del canone annuale di affitto?

Da dieci anni a questa parte era 2,4 milioni di euro annui nonostante il palazzo non valesse così tanto. Quindi la richiesta di riduzione del canone mensile da parte di Rinascente è legittima.

Successivamente, abbiamo incontrato anche Luisa La Colla, dipendente del reparto abbigliamento uomo, già consigliere comunale per il PD e quindi, abituata alle lotte per il bene sociale.

Da quando lavora qui?

Da ventidue anni. Ero ancora una studentessa. Mi mancavano nove materie alla laurea. Ne è passato di tempo. È stata un’esperienza meravigliosa. Rinascente è sempre stata la nostra casa. Comunque, in seguito mi sono laureata e mi sono occupata anche di altro, però mi sento legata a questa azienda, perché mi ha dato la possibilità di ottenere l’indipendenza economica nei confronti dei miei genitori. Fino al 5 giugno scorso questo era un posto bellissimo.

Perché proprio il 5 giugno?

Poiché quel giorno ci è giunta la notizia che avremmo chiuso. Nessuno se lo aspettava e ci ha gettati nello sconforto totale. Soprattutto dopo aver brindato due anni fa per una ricontrattazione tra Rinascente e Inarcassa. Nessuno di noi si sarebbe aspettato di sentirsi dire che il 31 ottobre avremmo chiuso.

Chi siede al tavolo delle ricontrattazioni?

Rinascente, Inarcassa, ovvero la proprietaria dell’immobile che è anche la cassa previdenziale di Architetti e Ingegneri e poi Fabrica Immobiliare che che gestisce i beni di Inarcassa. Fabrica fa capo al Gruppo Caltagirone, uno dei più grandi gruppi industriali privati in Italia. Inarcassa diversi anni fa ha acquisito l’immobile di via Roma con questo canone d’affitto pregresso, però c’era una trattativa in corso per poterlo ridurre. Ma questa trattativa non è andata in porto due anni, e noi siamo molto amareggiati con Rinascente perché siamo stati presi in giro. Ci avevano fatto brindare per il raggiungimento del nuovo accordo che di fatto non esisteva, cosicché molti di noi, convinti della sicurezza economica, hanno acceso mutui per comprare o ristrutturare casa, ed ora ci ritroviamo con degli impegni economici e finanziari che non possiamo sostenere.

Cosa ha proposto Rinascente a Inarcassa?

Rinascente ha posto un aut aut. Se entro domani non va in porto l’accordo in ministero, sostanzialmente chiudiamo. Inarcassa era propensa a discutere l’offerta di Rinascente, ovvero un contratto da 9+9, piuttosto che da 6+6 come imponeva Fabrica. Rinascente ha accettato di cedere la licenza commerciale alla stessa Fabrica, decurtando il prezzo della stessa dai canoni di affitto per i primi anni, gli 1,6 milioni chiesti da Fabrica per l’affitto annuale non soddisfano Rinascente che non può arrivare a questa cifra seppur nell’ultima proposta, se ne avvicinasse. Il rilascio del tipo di licenza commerciale detenuta da Rinascente a Palermo, non è più consentito da diversi anni perché relativa ad attività economica site in immobili di dimensioni superiori ai duecento metri quadrati all’interno del centro storico.

In questo momento Rinascente è l’unica che detiene una licenza di questo tipo. C’è da dire anche che l’immobile di via Roma con destinazione urbanistica per scopi commerciali è indivisibile, dunque, l’unica licenza valida è in mano a Rinascente.

Quindi, se Rinascente è costretta a lasciare l’immobile, Inarcassa avrà difficoltà a darlo nuovamente in affitto?

Sì. Ma per due anni al massimo. Perché la norma che pone il divieto di rilascio di licenze commerciali per attività economica all’interno di immobili di grandezza superiore ai duecento metri quadri, è figlia di un principio obsoleto. Infatti, Patrizia Di Dio, presidente nazionale gruppo Terziario Donna di Confcommercio, sta cercando di sbloccare questa situazione. Si dovrebbe cassare l’art. 5 e l’art. 6 del Regolamento Comunale. Se passa in Consiglio Comunale si potrebbe sbloccare anche questa situazione e ci sarà la possibilità di dare altre licenze.

Qual è il valore di mercato dell’immobile di via Roma?

Secondo una stima non supera il milione di euro. Noi in questo momento versiamo un canone affittuario annuo di 2,4 milioni. Girano certe voci su altri marchi che sono interessati a quest’immobile.

Quant’è importante la presenza di Rinascente a Palermo?

Rinascente è un azienda che offre i migliori Brend del mercato. Se chiude i battenti l’immagine di Palermo ne uscirà danneggiata. Perché, con tutto il rispetto, Rinascente non è un centro commerciale. Da noi si fa un tipo di vendita diverso. Siamo tutti personale qualificato. Non si tratta di mera vendita, noi curiamo il bello e l’eleganza del cliente, e siamo ricercati sia dai turisti che dai residenti. Se chiude Rinascente purtroppo ne risentiranno anche i commercianti del circondario. È ovvio che via Roma non può vivere soltanto della movida della notte. Ricordo che solo da quando è arrivata la Rinascente si è parlato della pedonalizzazione di Piazza San Domenico ed è stata Rinascente che ha finanziato la collocazione delle panchine nella stessa piazza.

Quanto sarà difficile per i dipendenti di Rinascente rientrare nel mondo del lavoro?

Molto. Speriamo che l’incontro di domani dia buoni frutti. Anche se ormai non crediamo più a nulla. Abbiamo ascoltato promesse per tanto tempo. Noi in questo momento sappiamo che il 31 ottobre chiudiamo. Meglio non farsi aspettative. Stiamo svendendo tutta la merce. Non siamo abituati a questo tipo di vendita.

 

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