Il tar sospende la caccia al coniglio in Sicilia, L’ambientalista Vento: “In Sicilia gli zoologi non hanno autorità”

Il ricorso contro il calendario venatorio 2020-21 presentato da Legambiente, Lipu e Wwf è stato accolto.

PALERMO – Il Tar ha sospeso la caccia al coniglio in Sicilia. È stato definitivamente accolto il ricorso contro il calendario venatorio della stagione 2020-21 presentato da Legambiente, Lipu e Wwf.

Sin da adesso è stata sospesa in maniera definitiva la caccia al coniglio per la mancanza di censimenti e viene sancita l’integrale protezione della specie pavonella e moriglione tipiche delle zone umide. Sono stati vietate anche le immissioni e gli abbattimenti di fagiano e starna. A partire da gennaio invece, sarà vietata la caccia alla beccaccia.

L’ambientalista e studente al secondo anno di scienza naturali dell’Università di Palermo, Roberto Vento, ha affermato come in Sicilia “gli zoologi non hanno autorità poiché, è evidente come un calendario venatorio non tiene conto delle le stime degli zoologi e dell’Ispra. Tutto ciò non è assolutamente sostenibile e attuabile. Il calendario venatorio – continua – deve essere fatto con stime certe sull’entità della popolazione selvatica, che si possono ottenere solamente con il lavoro sul campo. Fin quando la regione non avrà i soldi per incentivare la ricerca, non sarà possibile stilare e approvare un calendario venatorio che sia in linea con le reali entità delle popolazioni dei selvatici”.

Accolta anche la censura alla preparaturadei primi giorni di settembre. Il Tar ha infatti, ribadito “la preminenza dell’interesse faunistico-ambientale rispetto all’interesse alla pratica della caccia” e che “in mancanza di certezza scientifica, l’attività di programmazione, regolatoria e amministrativa deve ispirarsi al principio di precauzione, il quale può giustificare l’adozione di misure di protezione anche laddove permangano incertezze scientifiche sull’esistenza o la portata dei rischi”.

L’ambientalista Vento ha inoltre ribadito che “adesso la popolazione si renderà conto di quanto sia importante la ricerca in ambito zoologico e inoltre prima di sentire i cacciatori è necessario il parere degli zoologi per l’approvazione di un buon calendario venatorio”.

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