Mirto: “Il PD a Monreale? Soggetto politico incompiuto, una linea politica ambigua e contraddittoria, si liberi dall’abbraccio mortale con la destra di Diventerà Bellissima”

“I consiglieri Russo e Davì, per mera convenienza personale, permangono nei rispettivi gruppi dove sono stati eletti a godersi la poltrona di assessori”

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MONREALE Linea politica ambigua al seguito della destra di Diventerà Bellissima, un segretario espressione minoritaria di un partito che è stato ingessato dentro logiche correntizie del passato che lo hanno portato alla sua morte, impossibilità a formare il gruppo consiliare del PD per scelte di poltrona di alcuni colleghi di partito. Ed ancora la necessità di uscire dal guado affinché il PD diventi fulcro e pilastro di un’aggregazione politica che metta insieme le forze democratiche alternative alla destra.

È lunga e molto critica la disamina sulla situazione del Partito Democratico a Monreale tracciata da Davide Mirto, consigliere eletto nella fila del Mosaico e poi passato al gruppo misto nell’attesa che si formasse il gruppo del PD. In una lettera affidata alla nostra testata, che pubblichiamo di seguito, Mirto analizza le dinamiche interne alla sezione locale del partito, recentemente rinata con l’elezione a segretario di Silvio Russo, della quale sottolinea una serie di incongruenze, prime fra tutte l’”abbraccio” con la destra di Diventerà Bellissima, dalla quale invece necessiterebbe segnare le distanze.

Gentile Direttore, questo documento che le faccio pervenire è la sintesi di una riflessione comune con altri Amici e compagni che mi hanno dato un contributo di idee e proposte per la sua formulazione , e in questo articolo rappresento. 

La mia uscita dal Mosaico è stata la conseguenza logica della mia iscrizione al Pd, che per statuto stabilisce che i suoi iscritti non possono rappresentare nelle istituzioni liste e gruppi diversi dal Partito. Era giusto che io mi rendessi compatibile con un dettato che lo statuto disciplina e rendessi, come ho fatto, la mia disponibilità a formare il gruppo consiliare insieme agli altri iscritti. 

Questo avveniva ai primi del mese di Giugno 2020, cosa che al momento non si è potuta realizzare e che mi costringe a stare nel gruppo misto perché gli altri due consiglieri Sandro Russo e Ignazio Davì, per mera convenienza personale, permangono nei rispettivi gruppi dove sono stati eletti a godersi la poltrona di assessori, impedendo cosi la formazione del gruppo consiliare. Ognuno risponde per sé e non entro nel merito di questa loro scelta che li rende incompatibili con la loro iscrizione al Partito Democratico. 

Possiamo anche dircelo: celebrando il suo congresso, il circolo di Monreale è formalmente rinato con la nomina del Suo Segretario e del suo direttivo, ma sostanzialmente per cause e motivi diversi esso rimane una meteora, un soggetto politico di un desiderio incompiuto ed indefinito chiamato partito, ad oggi con una linea politica ambigua e contraddittoria rispetto al proprio modo di essere di sinistra. 

La propria incongruenza politica sta nel fatto che stiamo in alleanza con la destra per mezzo di Obiettivo Futuro, un nodo che il gruppo dirigente deve sciogliere al più presto.

Purtroppo il circolo di Monreale si porta dietro le divisioni del passato che non gli hanno consentito di essere presente alle ultime elezioni comunali. Gli stessi che ne hanno sancito la sua fine in sede locale sono oggi quelli che ne dovrebbero consentire la sua rinascita. Purtroppo è successo che il suo nuovo gruppo si è costituito sulla base di un patto fra le due liste di Obiettivo Futuro e Monreale Bene Comune e non come decisione libera che gli iscritti hanno preso, uno schema che ha escluso dal voto sul segretario ben 67 iscritti su 113 mettendo fuori anziché inglobare energie e risorse di militanti e iscritti che non vengono coinvolti nell’operazione di rilancio nel partito nella nostra città. Difatti il segretario è un’espressione minoritaria di un Partito che è stato ingessato dentro logiche correntizie del passato che lo hanno portato alla sua morte. 

Il PD oggi si trova in mezzo ad un guado dal quale deve uscire in avanti e non indietro come alcuni” volponi” e furbi che lo hanno distrutto vorrebbero.

A parere degli amici e dei compagni che hanno collaborato alla stesura del documento, il PD deve uscire dalla sua condizione subalterna di alleato della destra nella sua versione della lista di Silvio Russo (Obiettivo Futuro) e rendersi libero e disponibile per costruire l’alternativa alle destre per un progetto del quale deve essere fulcro e pilastro di un’aggregazione politica che metta insieme le forze democratiche di progresso solidale e di impegno civico che non si rassegnano a stare con la destra.

Impegno categorico del gruppo dirigente del partito deve essere quello di uscire dall’alleanza attuale nata dall’accordo delle liste civiche che ancora sopravvivono allo stesso partito e quindi essere soggetto antagonista e alternativo a tutte le destre nella città. Questo va realizzato per darsi un futuro e per uscire da una situazione di stallo politico e abbraccio mortale con la destra di Diventerà Bellissima.

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