Un positivo “fugge” dalla Missione di Biagio Conte e attraversa l’intera città di Palermo: arriva la denuncia

L’Unione sindacale italiana poliziotti ha inviato una lettera al Questore Cortese: “Chiediamo di conoscere quali misure adotterà la Questura in merito alla salvaguardia della salute dei colleghi dell'Ufficio Immigazione"

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PALERMO – Un ospite che vive all’interno della Missione di Speranza e Carità appartenente a Biagio Conte sarebbe “fuggito” dalla struttura raggiungendo l’Ufficio Immigrazione della Questura di Palermo sito in via San Lorenzo. “L’uomo ha attraversato tutta la città – dichiarano dalla questura stessa – salendo a bordo dei mezzi pubblici e presentandosi in uno degli sportelli aperti al pubblico”.

L’episodio – denunciano dal sindacato stesso – sarebbe avvenuto ieri. “Il cittadino extracomunitario proveniente dalla “zona rossa” si è presentato in uno degli sportelli aperti al pubblico: soltanto a quel punto gli operatori di polizia, dopo le previste procedure di identificazione, hanno appreso che era positivo al Covid-19. E’ di tutta evidenza come tale notizia ci abbia lasciato sbigottiti. La vicenda ci preoccupa, e non poco, non solo per gli inevitabili effetti negativi, qualora si riscontrassero soggetti positivi al Covid-19 all’interno di questi uffici, quanto, e soprattutto, se dovessero venir meno le profilassi sanitarie previste per l’ufficio con l’espletamento dei tamponi per tutti quei colleghi che hanno avuto contatti con l’uomo. Anche la scorsa settimana non sono mancate forti criticità nelle operazioni di sbarco, dalla nave Allegra dei migranti posti in quarantena, per la troppa confusione e per le condizioni precarie, sotto il profilo sanitario, in cui hanno operato i colleghi”.

l’Usip inoltre, “chiede di conoscere quali misure ha adottato e intende adottare la Questura di Palermo per la salvaguardia della salute dei colleghi dell’Ufficio Immigrazione, notoriamente molto esposti per l’attività cui sono chiamati a svolgere; non vorremmo che le misure fin qui adottate per contenere la diffusione del contagio risultassero vane in assenza di adeguate precauzioni, poiché questo “nemico invisibile” non fa sconti a nessuno, e soprattutto non seleziona le vittime”.

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