Le ragioni per il No
Più Europa, si è schierato fin dall’inizio, per il NO. “Le ragioni per il No sono molteplici – dichiara Manuela Quadrante, portavoce regionale di Più Europa – pensiamo che chi vive in piccole realtà, e l’Italia per la sua conformazione geofisica è il paese dei mille comuni, avrà grandissima difficoltà ad essere rappresentato a vantaggio invece delle grandi aree metropolitane, con un solo rappresentante ogni 160 mila abitanti. Pensiamo soltanto quanti di noi vivono in città al di sotto di questi numeri. Sarà difficile – spiega – anche per chi vorrà affacciarsi alla politica in prima persona poterlo fare, magari proprio quei giovani che con la loro freschezza e preparazione potrebbero impegnarsi per un cambiamento cui tanto auspicano. A vantaggio invece proprio di quella casta che per anni e anni ci siamo sentiti ripetere che si vorrebbe depotenziare e che invece sarà ancora più potente. In questa riforma non si parla infatti né di taglio di stipendi o benefit, né di scelta con le preferenze. Quindi ci saranno meno persone, che manterranno i loro privilegi, che continueranno ad essere designati dalle segreterie di partito e non dai cittadini. Andiamo alla Sicilia: le conseguenze se passasse il Sì sarebbero davvero molto pesanti dal punto di vista della rappresentatività. Ci sarebbe una perdita secca di 29 parlamentari su 77 in tutta l’Isola e la Sicilia occidentale, proprio quella in cui noi abitiamo ed operiamo, diventerà la porzione d’Italia meno rappresentata alle Camere. Per tutte queste ragioni, non possiamo che schierarci per il No – conclude – Più Europa è un partito riformista e volto al cambiamento, ma siamo consapevoli che il cambiamento debba essere volto a un reale miglioramento, mentre questo ci appare esclusivamente una sforbiciata volta ad un risparmio che inciderà, per il cittadino, con l’ormai famoso caffè all’anno”.
Le ragioni per il Sì
A spiegare le ragioni del Sì il deputato nazionale del M5s. “Sono convinto che con la riduzione del numero dei parlamentari le forze politiche si troverebbero di fronte ad una necessità: selezionare con maggiore cura le persone da candidare, consapevoli che i candidati sarebbero maggiormente riconoscibili dalle comunità di riferimento. Questo contribuirebbe anche ad una maggiore responsabilizzazione da parte del parlamentare e ad una più elevata attenzione pubblica nei confronti del suo operato. Con un pizzico di orgoglio posso affermare che il Movimento 5 stelle ha posto sul tavolo della riforma elettorale nazionale l’introduzione delle preferenze che completerebbe quel rafforzamento delle responsabilità di cui il Paese ha bisogno: responsabilità delle forze politiche nello scegliere i candidati, responsabilità dei parlamentari rispetto al proprio operato e responsabilità dei cittadini nello scegliere e nel controllare le persone da mandare a Roma. La riduzione del numero di parlamentari – aggiunge Varrica – apre la via a questo nuovo patto di reciproca responsabilità tra politica e Paese. Questo percorso è in fieri grazie alla riduzione del numero dei parlamentari e prevede ulteriori e conseguenti riforme nell’ottica di restituire finalmente centralità al Parlamento: legge elettorale, revisione dei regolamenti di Camera e Senato, ulteriori accorgimenti costituzionali.