Referendum, le ragioni del No e del Sì

Quadrante, Più Europa: "Ci sarebbe una riduzione della rappresentatività". Varrica, M5s: "La riduzione dei parlamentari porterebbe a una maggiore selezione delle persone da candidare"

Il 20 e 21 settembre gli italiani saranno chiamati a votare per il referendum costituzionale che propone il taglio del numero dei parlamentari da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Nel frattempo in queste ore incalza il dibattito politico.

Le ragioni per il No

Manuela QuadrantePiù Europa, si è schierato fin dall’inizio, per il NO. “Le ragioni per il No sono molteplici – dichiara Manuela Quadrante, portavoce regionale di Più Europa – pensiamo che chi vive in piccole realtà, e l’Italia per la sua conformazione geofisica è il paese dei mille comuni, avrà grandissima difficoltà ad essere rappresentato a vantaggio invece delle grandi aree metropolitane, con un solo rappresentante ogni 160 mila abitanti. Pensiamo soltanto quanti di noi vivono in città al di sotto di questi numeri. Sarà difficile – spiega – anche per chi vorrà affacciarsi alla politica in prima persona poterlo fare, magari proprio quei giovani che con la loro freschezza e preparazione potrebbero impegnarsi per un cambiamento cui tanto auspicano. A vantaggio invece proprio di quella casta che per anni e anni ci siamo sentiti ripetere che si vorrebbe depotenziare e che invece sarà ancora più potente. In questa riforma non si parla infatti né di taglio di stipendi o benefit, né di scelta con le preferenze. Quindi ci saranno meno persone, che manterranno i loro privilegi, che continueranno ad essere designati dalle segreterie di partito e non dai cittadini. Andiamo alla Sicilia: le conseguenze se passasse il Sì sarebbero davvero molto pesanti dal punto di vista della rappresentatività. Ci sarebbe una perdita secca di 29 parlamentari su 77 in tutta l’Isola e la Sicilia occidentale, proprio quella in cui noi abitiamo ed operiamo, diventerà la porzione d’Italia meno rappresentata alle Camere. Per tutte queste ragioni, non possiamo che schierarci per il No – conclude – Più Europa è un partito riformista e volto al cambiamento, ma siamo consapevoli che il cambiamento debba essere volto a un reale miglioramento, mentre questo ci appare esclusivamente una sforbiciata volta ad un risparmio che inciderà, per il cittadino, con l’ormai famoso caffè all’anno”.

Le ragioni per il Sì

Adriano VarricaA spiegare le ragioni del Sì il deputato nazionale del M5s. “Sono convinto che con la riduzione del numero dei parlamentari le forze politiche si troverebbero di fronte ad una necessità: selezionare con maggiore cura le persone da candidare, consapevoli che i candidati sarebbero maggiormente riconoscibili dalle comunità di riferimento. Questo contribuirebbe anche ad una maggiore responsabilizzazione da parte del parlamentare e ad una più elevata attenzione pubblica nei confronti del suo operato. Con un pizzico di orgoglio posso affermare che il Movimento 5 stelle ha posto sul tavolo della riforma elettorale nazionale l’introduzione delle preferenze che completerebbe quel rafforzamento delle responsabilità di cui il Paese ha bisogno: responsabilità delle forze politiche nello scegliere i candidati, responsabilità dei parlamentari rispetto al proprio operato e responsabilità dei cittadini nello scegliere e nel controllare le persone da mandare a Roma. La riduzione del numero di parlamentari – aggiunge Varrica – apre la via a questo nuovo patto di reciproca responsabilità tra politica e Paese. Questo percorso è in fieri grazie alla riduzione del numero dei parlamentari e prevede ulteriori e conseguenti riforme nell’ottica di restituire finalmente centralità al Parlamento: legge elettorale, revisione dei regolamenti di Camera e Senato, ulteriori accorgimenti costituzionali.

 

 

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