Sgarbi a Monreale: “Un’opera d’arte è un’immagine che ci fa vedere il mondo in modo nuovo”

"Serradifalco come Greta Thunberg, accoglie tutti i profughi dell'arte e li accoglie in un approdo sicuro, questa volta a Monreale”

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Vittorio Sgarbi

MONREALE – “Un’opera d’arte è un’immagine che ci fa vedere il mondo in modo nuovo. L’arte e i grandi artisti hanno la capacità di farci vedere il mondo come prima non era stato visto”.

L’on. Vittorio Sgarbi ha inaugurato oggi pomeriggio la mostra “Monreale biennale dei Normanni – Art Expò”, presso villa Vittorio Veneto. 

Nel corso dell’intervista rilasciataci, il noto critico d’arte ha fatto il punto su un mondo, quello dell’arte, che non gode di un adeguato sostegno da parte dello Stato.

“La presenza in Italia di produttori e promotori di opere d’arte testimonia non tanto un dato imprenditoriale, quanto la presenza di una creatività che non si può controllare e deve essere incanalata.

La funzione pubblica è debole, talmente insignificante che accende imprese come quella di Serradifalco a diventare in Italia, come le ONG, un luogo di accoglienza per i profughi”.

Sandro Serradifalco è l’ideatore e curatore della mostra di arte contemporanea. “Serradifalco è come Greta Thunberg, che accoglie tutti i profughi e li accoglie in un approdo sicuro, questa volta a Monreale”.

Monreale biennale dei Normanni. Art expo

Publiée par FiloDiretto Monreale sur Samedi 12 septembre 2020

Lui, come pochi altri, “ha questa funzione di organizzazione non statale che accoglie i profughi dell’arte. Siamo davanti a profughi”.

Sgarbi non esprime un giudizio sul valore degli espositori, quanto sull’importanza dell’opportunità che si da loro: “Anche qui i clandestini pagano – continua con la metafora Sgarbi -, però hanno la speranza che almeno qualcuno li vedrà.

L’idea che gran parte della creatività sia occulta, nascosta, priva di spazi espositivi impedisce ad uno di esistere. Tra i diritti costituzionali manca quello alla creatività. Quello di garantire a tutti l’opportunità di esprimersi. Un diritto primario che non viene riconosciuto. Almeno 100.000 sono gli artisti che in Italia hanno voglia di manifestare la loro creatività”.

Sgarbi si è soffermato anche sulle nuove forme di arte, dalla musica, alla canzone, alle immagini create dagli scatti degli smartphone.

“Il mio non è un dato di giudizio, non faccio più il critico d’arte nel senso di giudicare, ma mi sembra giusto andare a vedere dove si raccolgono i profughi. Tra loro, è chiaro, saranno pochissimi i bravi in grado di emergere”.

“Avvicinarsi al mondo dell’arte è una scommessa” conclude Sgarbi.

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