Scuola, scontro su mascherine in classe. In arrivo i primi banchi monoposto

Oggi si è svolto un vertice tra Governo e Regioni

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Il governo accelera sulle linee guida per la riapertura delle scuole: oggi c’è stato il vertice in videoconferenza con Regioni ed enti locali, convocato dal ministro degli Affari Regionali Boccia con i ministri Azzolina, Speranza e De Micheli. Hanno partecipato anche il capo della Protezione Civile Borrelli e il commissario Arcuri. Tra i nodi un protocollo unico per la gestione di eventuali casi di Covid all’interno delle scuole e quello dei trasporti.

Fra i temi toccati c’è anche quello delle mascherine a lezione, le Regioni non sono tutte allineate. “Il documento dell’Iss sulla gestione di eventuali casi Covid nelle scuole è “robusto e strutturato” e vale come “protocollo condiviso da adottare in tutto il paese” anche se resta “un testo aperto che potrà essere arricchito con il passare dei giorni, un vademecum per l’apertura delle scuole che può essere sempre aggiornato con l’esperienza sul campo”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza durante la videconferenza tra governo e regioni. “Abbiamo il dovere di dare a famiglie e scuole la garanzia di ricominciare nella massima sicurezza. Per questo motivo il coordinamento con Regioni e enti locali sarà un coordinamento convocato in maniera permanente fino all’avvio dell’anno scolastico per intervenire in tempo reale se dovesse presentarsi qualsiasi necessità”. Così il ministro Francesco Boccia al vertice sulla scuola. Boccia ha definito il documento elaborato dall’Iss “serio” su come gestire casi di contagio nelle scuole o tra le famiglie di studenti e personale della scuola e ha proposto ai Presidenti di Regione e agli enti locali di adottare formalmente in Conferenza Unificata il documento Iss “con eventuali integrazioni o suggerimenti operativi per le attività delle asl sui territori”. “L’obiettivo dev’essere ottenere un documento condiviso da applicare su tutti dalla Valle D’Aosta alla Sicilia”, ha aggiunto.

Sul fronte del personale scolastico la ministra Azzolina rassicura: “Grazie alle risorse stanziate per l’emergenza ci saranno oltre 70mila unità di organico in più per la ripartenza tra docenti e Ata”, ha detto la titolare dell’Istruzione durante il vertice. E da venerdì prossimo saranno distribuiti i primi banchi monoposto alle scuole, mentre comincia oggi la distribuzione di mascherine e gel per i vari istituti. E’ quanto avrebbe fatto sapere la struttura commissariale per l’Emergenza nell’ambito del vertice, al quale ha partecipato anche il commissario Arcuri.

Alcuni fra gli esperti medico-scientifici hanno espresso pareri divergenti sull’utilizzo delle mascherine in classe, specie per i bambini: proprio pochi giorni fa Matteo Bassetti, direttore Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova ha detto: “Solo un ipocrita, uno che non è  mai entrato in una scuola, può pensare che a un bambino di 6 anni si
possa mettere la mascherina per 6-8 ore al giorno. Basta entrare in  una scuola per sapere che un bambino mette la mascherina e dopo un  quarto d’ora se la leva”. Lo stesso medico ha rincarato la dose qualche ora fa dal proprio profilo Facebook, spiegando i problemi di salute a cui potrebbero andare incontro i bambini: “La mascherina chirurgica può causare ai bambini, sulla base di esperienze di utilizzo: senso di calore, irritazione, difficoltà respiratorie, fastidio, difficoltà di concentrazione, distrazione e bassa accettazione della maschera stessa. Inoltre, l’efficacia delle stesse non è stata dimostrata durante il gioco e le attività fisiche“.

Anche l’Oms invita a considerare l’ipotesi di far utilizzare le mascherine dai 12 anni in su: “si raccomanda che i bambini dai 12 anni in su indossino mascherine nelle stesse condizioni degli adulti, soprattutto quando non possono garantire una distanza di almeno un metro da altri e se la trasmissione è generalizzata nella zona interessata“.

Di contro esperti come il virologo Crisanti invece affermano l’importanza dell’uso della mascherina, senza se e senza ma: “Aspettarsi che gli alunni rispettino un metro di distanza è un’aspirazione che non verrà rispettata. La soluzione migliore è che i bambini vadano a scuola e si mettano la mascherina, è la cosa più sicura”, ha detto il professore di Microbiologia dell’Università di Padova.

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