“Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56,57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei Parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.250 del 12 ottobre 2019”? È il quesito che gli italiani tra un mese si troveranno sulla scheda del referendum.
È il quarto referendum costituzionale della storia della Repubblica. Dopo il rinvio forzato per il lockdown, imposto dal Coronavirus, adesso arriva la nuova data prevista a settembre. Il referendum per il taglio dei parlamentari, voluto dai grillini, per evitare assembramenti ai seggi, si svolgerà su due giornate: il 20 e 21 settembre. Gli elettori sono chiamati a confermare o bocciare la riforma che riduce l’attuale numero da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (ad oggi sono 630) e di 200 senatori (al momento sono 315), mantenendo i senatori a vita.
Sulla consultazione di settembre relativa alla riduzione dei parlamentari, nel panorama nazionale Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, con eccezioni, diranno di sì. Cosa faranno, invece, a livello locale alcuni esponenti politici?

“Sono favorevole alla riforma costituzionale in linea con una storica e lungimirante posizione del nostro partito e del presidente Berlusconi”. A favore del Sì Antonella Giuliano, capogruppo Forza Italia. “Ricordo che già nel 2005 il taglio dei parlamentari era tra i punti dell’aggiornamento costituzionale allora promosso. L’aspetto che meno mi aggrada è che a riformare la nostra Costituzione sia un Governo che definirei camaleontico formato, appena un anno fa, da M5s-LEGA, oggi, con un mirabolante testacoda, da M5s-PD, costruito ad arte con manovre di palazzo e non frutto di una ben delineata maggioranza scaturente dalla volontà popolare espressa mediante il voto. Avrei ritenuto maggiormente opportuno – aggiunge – che si fosse proceduto prima alle elezioni e poi a tale riforma. Ad ogni modo, in vista dell’ormai imminente referendum siamo chiamati a prendere posizione e la mia rimane sempre e comunque favorevole. A quelli che obiettano a tale riforma adducendo come motivazione il sacrificio alla rappresentatività rispondo dicendo che si può avere piena rappresentatività anche con meno deputati e senatori; il punto è piuttosto lavorare su una legge elettorale che produca una maggioranza parlamentare stabile e che garantisca dunque la governabilità di uno stato sottraendolo così a delle condizioni di stallo e dunque alle ormai consuete, manovre e manovrine di palazzo a cui ormai siamo oltremodo abituati e, aggiungerei, altrettanto stanchi”.

“Il Pd è sempre stato contrario alla riduzione dei parlamentari – spiega Silvio Russo, segretario Pd – ha votato a condizione che prima si sarebbe dovuto riformare il sistema parlamentare. Quindi, voterò No perché non è questo il modo per ridurre i costi della politica. Occorre ridurre gli stipendi, invece dei parlamentari, così rimane illeso il principio della rappresentatività”.

“La Lega ha votato Sì al taglio dei parlamentari tutte le volte che il disegno di legge è andato in Parlamento – sottolinea Giuseppe Romanotto, responsabile cittadino della Lega -, adesso sono i cittadini a doversi esprimere con il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che prevede il taglio del numero dei deputati”.