Monreale, passaggio del servizio idrico all’AMAP, Russo (PD): “Forte preoccupazione per il personale e per le nostre risorse”

"C'è il rischio di cedere l'importante patrimonio infrastrutturale idraulico esistente, fatto di sorgenti, pozzi, impianto di depurazione. Valutiamo l'ipotesi di mantenere il servizio"

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MONREALEAnche il comune di Monreale dovrà cedere i servizi idrici (nello specifico i servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione d’acqua a usi civili, di fognature e depurazione delle acque reflue) all’ATI, l’Assemblea Territoriale Idrica creata dal governo regionale per garantire una gestione più ottimale dei servizi all’interno dell’ATO di appartenenza. Si tratta dell’Ambito Territoriale Ottimale (sono 9 identificati in tutta la Sicilia, uno per provincia) che, nel caso della Città Metropolitana di Palermo, è composto da 35 comuni. Non tutti i comuni siciliani dovranno però cedere la gestione del servizio. In alcuni casi è stata riconosciuta la presenza di particolari condizioni di salvaguardia che ne consentono la gestione diretta. La richiesta avanzata dal comune di Monreale a marzo 2020 è stata rigettata.

La riforma del settore idrico in Sicilia venne avviata nel 1999, con il recepimento della Legge n. 36/1994 (Legge Galli), avvenuta con l’art. 69 della L.R. n. 10/1999.
Il servizio passerà ad un unico gestore, che nel caso dell’ATI di Palermo è stato individuato in AMAP SPA.

La questione, già affrontata in diversi comuni nel corso dei precedenti anni, è stata portata in Sala Rossa dal Partito Democratico. 

“Abbiamo manifestato fortissime perplessità – spiega il segretario della sezione locale del PD, Silvio Russo, e viva preoccupazione per la cessione di un servizio così importante alla società affidataria individuata dall’ATI, piuttosto che continuare ad assicurare il servizio autonomamente con la gestione in forma diretta e pubblica che consentirebbe di salvaguardare le capacità gestionali esistenti sotto il controllo diretto del Comune di Monreale”. 

“L’importante patrimonio infrastrutturale idraulico esistente, fatto di sorgenti, pozzi, impianto di depurazione, oltre al personale che provvede alla loro gestione, corre, nello scenario prefigurato dalla deliberazione dell’ATI, il serio rischio di essere ceduto ad altra gestione”.

Secondo Russo, all’interno delle pieghe della legge regionale che regolamenta la materia, potrebbe celarsi un’ipotesi di soluzione per il mantenimento della gestione del servizio in forma diretta da parte del Comune di Monreale. 

“In conformità alla disciplina regionale vigente, al fine di assicurare un governo democratico della gestione del servizio idrico integrato, abbiamo sollecitato al sindaco di attivarsi per prevedere strumenti di partecipazione alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione dei lavoratori del servizio idrico integrato”.

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